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Memling. Rinascimento fiammingo

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L’evento mette in luce l’aspetto del mecenatismo nella carriera dell’artista, sottolineando in particolare l’importanza dei suoi clienti italiani, uomini d'affari, dignitari di corte e agenti provenienti da Firenze, Venezia o Genova che vivevano a Bruges - dove Memling di origine tedesca si era trasferito allievo prima e collaboratore poi di Rogier Van der Weyden, aprendovi una fiorente bottega - o vi risiedevano allo scopo di supervisionare le commissioni per conto di clienti in Italia. Più di tutti i suoi contemporanei, Memling divenne il pittore preferito della diaspora italiana a Bruges, traendo grande vantaggio dalla reputazione della precedente generazione di Primitivi fiamminghi, in particolare Jan Van Eyck e Rogier Van der Weyden. Fin dall'inizio della sua attività indipendente come pittore di tavole, Memling riuscì a creare una sintesi dei notevoli risultati di entrambi quei maestri, già tenuti nella più alta considerazione dalla nobiltà italiana e dalle élite urbane.

Durante tutto il XV secolo l’Italia e le Fiandre strinsero solidi legami economici e finanziari collegando i due Paesi mediante una sorta di bretella ideale sulla quale transitarono uomini e mezzi da un capolinea all’altro delle’Europa con Bruges e Gand al nord e Firenze e Genova al sud.

Furono strade percorse da funzionari del Banco dei Medici (appartenenti alle famiglie Tani, Portinari e Baroncelli) e segnate dal transito di manufatti pregiati: tessuti, arazzi, gioielli, libri miniati, dipinti e sculture. La ricca borghesia commissionava ritratti ed opere di destinazione ecclesiale esattamente come fino ad allora aveva fatto solo l’aristocrazia. Anche una scultura di Michelangelo era arrivata fino a Bruges per la cattedrale, dove la vide, anni più tardi, Albrecht Dürer e ne rimase incantato.


Sono presenti opere come il dittico col Cristo benedicente (Genova, Palazzo Bianco) e la Mater Dolorosa (collezione privata) – qui ricomposto per la prima volta – che contiene immagini devozionali copiate con più fervore nel tardo XV e nel XVI secolo, come attesta la versione dipinta dal Ghirlandaio, anche essa presente nel percorso espositivo; il Trittico del Giudizio Universale, probabilmente l’opera artisticamente più ambiziosa dell’artista, che sarà possibile ammirare sia nella parte anteriore sia in quella posteriore accanto ad opere con immagini del Giudizio Universale del Rinascimento italiano, tra cui, un’interessante tavola proveniente da Napoli - restaurata in occasione dell’esposizione - con alcune figure mutuate dalla maniera nordica, il cui autore deve aver avuto accesso ai modelli di Memling.
E ancora una sorprendente serie dei ritratti, tra cui Ritratto di giovane dalle Gallerie dell’Accademia di Venezia, Ritratto di uomo dalla Royal Collection di Londra - un prestito eccezionale della Regina Elisabetta II -, Ritratto di donna di collezione privata Usa, Ritratto di uomo dalla Frick Collection di New York - che solitamente non presta mai le proprie opere per mostre temporanee -, Madonna con Bambino dal Museu Nacional de Arte Antiga di Lisbona e il magnifico Ritratto di uomo con moneta romana proveniente dal Koninklijk Museum voor Schone Kunsten di Anversa.

 

 

Credits

Curatori
Monica D'Onofrio, Paola Damiani e Stefano Roffi
Redazione
Leda Bianchi, Giorgia Niso
Regia
Chiara D'Ambros
Conduttori
Francesco Antonioni, Oreste Bossini, Nicola Campogrande, Riccardo Giagni, Andrea Ottonello, Andrea Penna, Stefano Valanzuolo, Guido Zaccagnini

Sede Rai di Milano:
Nicola Pedone





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