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Lettere dal 29 ottobre al 4 novembre

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Gentile redazione,
ho ascoltato con interesse la conversazione con lo scrittore Stefano Levi Della Torre in commemorazione del giudice internazionale Antono Cassese, recentemente deceduto. Sono dispiaciuto per la morte di questo grande giurista italiano, appresa qualche giorno fa da un articolo di un altro grande esperto di diritto internazionale, Danilo Zolo.
Ho letto molti articoli del Prof. Antonio Cassese sul mancato rispetto del diritto internazionale nei vari paesi del mondo ed ho un solo appunto da fare : l'impressione di  una eccessiva accettazione del potere occidentale nelle sue considerazioni, di una pragmatica sfiducia nella possibilità di far rispettare il diritto internazionale alle grandi potenze.
Nei confronti dell'occupazione israeliana e della privazione dei diritti del popolo palestinese, il giudice Cassese è stato a mio parere troppo cauto. Ho sentito nella conversazione con lo scrittore Stefano Levi Della Torre parlare della tortura carceraria in Gran Bretagna, Grecia, del mancato rispetto dei diritti umani nel Tibet da parte della Cina ma è mancato ogni riferimento a quanto è accaduto e accade in Israele-Palestina.
Capisco che lo scrittore era ospite però sarebbe stato logico ed interessante sentire il suo parere sul mancato rispetto delle Risoluzioni Onu e della sentenza della Corte internazionale di Giustizia dell'Aia da parte dei governi israeliani, sulle torture messe in atto dai militari israeliani anche nelle carceri, sugli arresti amministrativi, denunciati anche da associazioni israeliane come PHR-I , ed anche dalla denuncia di oltre700 medici europei alla WMA ( Associazione Mondiale Medici).
Anche l'accenno di Stefano Levi Della Torre sulla liceità dell'intervento armato per ristabilire il rispetto del diritto avrebbe meritato un maggior chiarimento proprio perchè l'intervento armato delle potenze occidentale negli ultimi conflitti, compreso quello contro Gheddafi è stato tutt'altro che rispettoso del diritto internazionale ed ha messo in chiara evidenza l'insufficienza e la necessità di una ristrutturazione dell'ONU, che ormai si limita a fare il notaio delle guerre decise dall'Occidente per i propri interessi.
Cordiali saluti
Ireo Bono - Savona
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Cara redazione,
oggi Enzo Bianchi ha commentato Isaia I, 9, 5. "Perchè tra noi è nato un bambino, ci è stato dato un figlio." Cito da "La Torà e le Haftarot con Rashi, Lamed 2006. L'Emmanuele preannunciato è quindi già venuto "è nato... ci è stato dato... infatti: "da ora e per sempre, lo zelo del Signore delle schiere renderà (possibile) tutto ciò". Non trovate  che per Isaia il figlio della "giovinetta" evidentemente è già nato se no avrebbe scritto di nuovo nascerà, verrà etc...............................
Ps. Ovviamente sono un entusiasta di Carucci Viterbi, Levi della Torre, Baharier e mi piacerebbe che invitaste rab.Della Rocca perchè gli esegeti cristiani spesso mi sembrano campi non arati.  
Ciao,
Giorgio Ferrari - Venezia
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Potrà sembrarvi strano, da ateo non credente quale sono, ma sto programmando un viaggio a Gerusalemme che dovrebbe concretizzarsi il prossimo febbraio.
Non vi nascondo che siate stati buoni complici di questa mia decisione, le letture della Bibbia e gli approndimenti sulla fede mi hanno incuriosito e sto vivendo questo progetto con deciso trasporto.
Vi chiedo un consiglio circa le letture in grado di predispormi a questo evento al quale attribuisco molta importanza.
Il tempo non manca e so di potermi fidare dei vostri suggerimenti.
Un cordiale saluto.
Antonio Verona

Credits

Un programma di Gabriella Caramore
a cura di Paola Tagliolini
regia di Ornella Bellucci
consulenza musicale di Cristiana Munzi
in conduzione Benedetta Caldarulo,
Irene Santori
(Storie)
Gabriella Caramore (Questioni)
Via Asiago n. 10 - 00195 Roma

Moni Ovadia a Uomini e Profeti

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E’ stato interessante il discorso sulla bellezza di domenica scorsa. Riflettendoci su vorrei sottolineare che esiste anche una seduzione negativa delle cose e che sarebbe opportuno evidenziare la differenza tra la seduzione di cui avete parlato, riferita alla bellezza legata alla verità,  e quella che invece riesce ad attrarre per la sua capacità di mimetizzare il vuoto a lei sottostante...

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