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Speciale Vajont

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Il 9 ottobre 1963, alle ore 22,39, una frana dal volume di centinaia di milioni di metri cubi si stacca dal Monte Toc riversandosi nel bacino artificiale formato dalla diga del Vajont, da poco costruita. Dal lago si solleva una prima ondata che danneggia i paesi di Erto e Casso, sulla sponda opposta alla frana, e distrugge alcune frazioni dell’omonimo comune. Una seconda ondata, stimata in 50 milioni di metri cubi d’acqua, supera la diga e precipita nella stretta gola del torrente Vajont; lo spostamento d’aria provocato dalla velocità dell’acqua e poi l’ondata stessa radono al suolo letteralmente il paese di Longarone con molte sue frazioni e danneggiano altri centri vicini. L’acqua si riversa anche nel fiume Piave provocando una grande piena. Al posto dei paesi colpiti resta soltanto una distesa di acqua e fango dalla quale emergono poche rovine; a Pirago, frazione di Longarone, rimane in piedi soltanto il campanile della chiesa. Le vittime sono quasi 2000.
Dopo 50 anni la vicenda del Vajont insegna ancora molto, o almeno dovrebbe. Tra le tante cose, l’importanza di tener conto della storia e della toponomastica locale quando si pianifica e si interviene in un territorio, coinvolgendo e ascoltando le comunità interessate. Le popolazioni del Vajont erano contrarie alla costruzione della diga in quella zona perché il Monte Toc era noto per la sua instabilità: il toponimo ‘Toc’, nel dialetto locale, equivale nello specifico a ‘toccato’, ‘fradicio’, proprio in riferimento alla franosità della montagna, tanto che su quel lato della valle non si era mai costruito e i terreni venivano utilizzati per l’agricoltura e i pascoli.



La "necessità di raccontare" e di come si fa più impellente quando si è di fronte ad un evento passato ma il cui boato risuona ancora. Questo è il filo che ha tenuto insieme la serata di Radio3suite alla quale hanno partecipato Gabriele Vacis, che ha lavorato alla prima versione del celebre spettacolo Vajont, con Marco Paolini; Francesco Niccolini, autore con Duccio Boscoli del romanzo a fumetti Vajont storia di una Diga, e dello spettacolo Onorata Società - Vajont dopo Vajont;  Patricia Zanco interprete dello spettacolo e Daniela Mattiuzzi (regista) entrambe provenienti da un precedente lavoro A Perdifiato, ritratto in piedi di Tina Merlin; Diego Morlin che ha curato un’installazione per questo anniversario alla Biennale Vajont il risveglio delle coscienze, il Vajont alla 55° Biennale di Venezia; Susanna Cro, attrice bellunese, che nel suo spettacolo Correte Longarone non c’è più! Vajont. Viaggio dei soccorritori nell’Oltre racconta chi per primo si è trovato tra corpo e fango, tra morte e disperazione.

 

Credits

Curatori
Monica D'Onofrio, Paola Damiani e Stefano Roffi
Redazione
Leda Bianchi, Giorgia Niso
Regia
Chiara D'Ambros
Conduttori
Francesco Antonioni, Oreste Bossini, Nicola Campogrande, Riccardo Giagni, Andrea Ottonello, Andrea Penna, Stefano Valanzuolo, Guido Zaccagnini

Sede Rai di Milano:
Nicola Pedone





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