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Lettere dal 28 maggio al 3 giugno

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Gentile redazione,
mentre ascoltavo stamani la puntata di "Uomini e Profeti" sul profeta Elia, alcuni passaggi dell'intervento dell'ospite odierno mi hanno ricordato qualcosa di familiare.
Qualche anno fa, quando mi interessavo di psicoanalisi e di filosofia, mi capitò di contribuire a un numero della rivista diantropologia e filosofia "L'art du comprendre", pubblicata a Parigi, interamente dedicato al profetismo. Ne ricordavo davvero pochissimo, e mi è venuta voglia di rileggerlo. Vi ho ritrovato una congerie di spunti che, bene o mal digeriti, all'epoca rappresentavano un po' una summa delle mie conoscenze e di quelle che rivendicavo come "le  mie opinioni". Non so se possano essere utili a voi, nel difficile e bel lavoro che state  svolgendo sulla Bibbia e sul profetismo ebraico; comunque vi  mando in allegato la versione italiana dell'articolo...
Nello scritto da me firmato si vede bene la provenienza dagli studi classici e, probabilmente, la lacunosità delle cognizioni in fatto di cultura testamentaria (che oggi posso dichiarare davvero scarsa). Si vede anche una certa pedanteria nell'affermare a suon di citazioni la volontà di una lettura laica, se non ateistica, del fenomeno del profetismo. Per farla breve: malgrado mi senta molto lontana da quegli interessi (sono trascorsi pochi anni, ma di una fase delicata della vita com'è quella attorno ai cinquanta), non posso che riconoscerli, insieme alle "opinioni" che vi si legavano strettamente.
Vi  ringrazio per la trasmissione ...  che da molti anni tanti non credenti tra i quali mi pongo seguono con affettuosa partecipazione.
Un caloroso saluto
Cristina Jochler, Genova
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Gentile redazione,
ho apprezzato come sempre la domenicale puntata di "Leggere la Bibbia", ma quest'ultima ancora di più, per l'affettuoso ricordo che avete fatto di Giuseppe Barbaglio. La nostra comunità l'ha conosciuto personalmente, e anche a noi manca molto.
Spero materrete l'impegno di dedicare uno spazio futuro a lui e al suo pensiero.
Grazie ancora
Alessandro Cigni
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A proposito dell' osservazione emersa nella trasmissione di ieri mattina circa la pulsione presente nell'uomo verso la felicità e un mondo ideale di armonia, vorrei suggerire a Gabriella Caramore una mia osservazione, meditata dopo anni e anni di lavoro in maternità, che mi ha reso convinta di come la vita uterina, che non ricordiamo perchè i centri nervosi deputati alla memoria non sono ancora operativi ma che conserviamo come sensazione fisica di appagamento, giustifichi e spieghi l'aspirazione alla felicità che accompagna il neonato fino dalla nascita non solo in quanto sensazione già provata ma anche come unica sensazione percepita: l'ignoto per il neonato è dunque il mancato appagamento. In termini scientifici si parla di "saturazione sensoriale" alludendo all'appagamento del contatto fra la mamma e il bambino che impedisce al dolore di farsi sentire. In questa luce le figure genitoriali materna e paterna nella loro complementarietà sono chiamate ad accompagnare con la loro competenza ed esempio il figlio in un' avventura di vita che sostituisca alla felicità gratuita del pre-vita la costruzione e la ricerca di una rinnovata situazione di benessere tesa asintoticamente verso l'appagamento felice. In questo senso l'uomo e ogni uomo collabora con la propria esistenza alla realizzazione di un mondo più felice e armonioso.
Non posso dilungarmi anche se avrei molto da aggiungere: ho scritto questi concetti in un libro "Il bambino non è un elettrodomestico" uscito recentemente nella Feltrinelli economica. Sarei così lieta di poterne discutere.
Ringraziando per l'attenzione, vi saluto cordialmente.
Giuliana Mieli
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Cari amici di Uomini e Profeti, cara dott. Gabriella Caramore,
grazie per le vostre trasmissioni che, l'ho scritto altre volte, potrebbero avere uno spazio un po' meno risicato, ma ringrazio lo stesso per il respiro di libertà e rispetto che vi si percepisce. Sono sempre tanti i suggerimenti di riflessione e spunti che suscitate. Vi chiederei se poteste qualora capitasse l'occasione di accennare ancora al tema dei 'giusti' secondo la Parola di Dio. Pur nascosto sia un giusto, si potrebbe dire qualcosa di più al riguardo con la solita discrezione e profondità con cui trattate le fedi e la spiritualità?
Grazie e saluti affettuosi. 

M. Madonini
 

 

 
  
 

Credits

Un programma di Gabriella Caramore
a cura di Paola Tagliolini
regia di Ornella Bellucci
consulenza musicale di Cristiana Munzi
in conduzione Benedetta Caldarulo,
Irene Santori
(Storie)
Gabriella Caramore (Questioni)
Via Asiago n. 10 - 00195 Roma

Moni Ovadia a Uomini e Profeti

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