Radio3

Contenuti della pagina

L’Orlando Furioso, l’arte contemporanea legge L’Ariosto

slcontent

L’esposizione rivisita sommariamente la fortuna dell’Ariosto nel passato, partendo dalla preziosa collezione delle edizioni del Furioso di proprietà della Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia e della Fondazione Pietro Manodori di Reggio Emilia, e intende proporre le suggestioni esercitate dalla sua figura e dall’atmosfera, e soprattutto da specifici episodi del poema su alcuni tra i più importanti artisti contemporanei, italiani e stranieri: pittori e scultori (Manolo Valdés, Mimmo Paladino, Sandro Chia, Piero Pizzi Cannella, Joe Tilson, Vladimir Velickovic, Antonio Seguí, Concetto Pozzati, Roberto Barni, Giuseppe Maraniello, Emilio Isgrò, Ezio Gribaudo, William Xerra, Elio Marchegiani, Giovanni Campus, Franco Vaccari, Umberto Mariani, Giulia Napoleone, Gabriella Benedini, Tino Stefanoni, Aligi Sassu, Fabrizio Clerici, Tullio Pericoli, Ruggero Savinio, Gianriccardo Piccoli, Davide Benati, Omar Galliani, Franco Guerzoni, Aldo Spoldi, Pat Andrea, Medhat Shafik, Giuseppe Bergomi, Graziano Pompili, Giuliano Della Casa, Wainer Vaccari, Mirco Marchelli, Simone Pellegrini, Andrea Chiesi, Philippe Favier, Barthélémy Toguo, Ryan Mendoza, Guido Peruz, Nani Tedeschi, Domenico Grenci, James Nares), illustratori e autori di fumetti, quali Guido Crepax, Sergio Toppi, Lorenzo Mattotti, Gianluigi Toccafondo, Grazia Nidasio, Francesca Ghermandi, Giuseppe Camuncoli, Matteo Casali, Paolo Bacilieri, Tuono Pettinato, Corrado Roi, fotografi come Nino Migliori, Franco Vaccari, Luigi Ghirri, Vittore Fossati, Marco Bolognesi, Stanislao Farri (del quale, oltre a immagini dei luoghi reggiani frequentati dall’Ariosto, vengono presentate alcune fotografie de “I Maggi”, le tradizionali rappresentazioni in costume che, nell’Appennino, rievocano le gesta dei cavalieri antichi), Michael Kenna, Vasco Ascolini.

L'esposizione si propone di dimostrare, nel confronto con il "pianeta Ariosto", l'attualità della sua figura e della sua opera facendo emergere, attraverso linguaggi diversi e considerati di pari dignità, temi e motivi che nelle società contemporanee sono di straordinaria attualità.


Questa mostra ci ha fornito il pretesto per presentare anche "Orlando furioso guarito, dall’Ariosto a Shakespeare" di Yves Bonnefoy, edito da Sellerio, nel quale 
il grande poeta e saggista francese affronta, attraverso l’opera di Ariosto e Shakespeare, il problema dell’idealizzazione amorosa. L’amore di Orlando per Angelica nell’interpretazione di Bonnefoy non è un autentico sentimento, ma una sua proiezione. 

Nell’idealizzazione che Orlando fa di Angelica l’Ariosto mostra il rischio della cecità cui conduce una passione incurante della persona in quanto tale, che lo vota alla follia e alla perdita dell’amata. Quest’ultima, tradendolo con il musulmano Medoro, smaschera l’incapacità di Orlando di riconoscerla e amarla per quel che realmente è. Shakespeare, che ha letto Ariosto, in Come vi pare prende spunto da lui per il personaggio omonimo di Orlando, ma l’invenzione del carattere della giovane travestita da ragazzo al fine di salvare l’eroe, gli consente di guarire questo sognatore da lei amato, così denunciando i limiti dell’ideologia maschilista e talora gretta che confina nella società odierna la donna a una funzione ancillare e subordinata spesso umiliante. Tale intuizione critica di Bonnefoy trova poi ulteriore riscontro nelle pagine dedicate a Macbeth, nella cui miscredenza vede un aspetto della malinconia che attanaglia l’Occidente, le cui tentazioni esoteriche e demoniache non sono che l’altro volto dell’incapacità di amare e di essere nel mondo cui la letteratura non può rinunciare se non al prezzo di negare la propria stessa ragione d’essere. A tale minaccia Bonnefoy contrappone quello che qui egli chiama il “grande racconto”, riflesso del ciclo carolingio e bretone, ovvero un modo più immediato e meno astratto di rappresentare i desideri e le aspirazioni di una società.

 

Credits

Curatori
Monica D'Onofrio, Paola Damiani e Stefano Roffi
Redazione
Leda Bianchi, Giorgia Niso
Regia
Chiara D'Ambros
Conduttori
Francesco Antonioni, Oreste Bossini, Nicola Campogrande, Riccardo Giagni, Andrea Ottonello, Andrea Penna, Stefano Valanzuolo, Guido Zaccagnini

Sede Rai di Milano:
Nicola Pedone





Access key

La navigazione di questo sito è agevolata dalle access key, tramite le quali è possibile accedere alle funzioni e ai contenuti principali del sito.

Sono state definite le seguenti access key