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Giorgio Morandi-Roberto Longhi. Opere Lettere Scritti

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Giorgio Morandi e Roberto Longhi: quelle del pittore e dello storico dell’arte, entrambi nati il 1890, furono quasi due vite parallele, tanto furono accomunate da interessi giovanili, da incontri e scambi d’opinione in età matura a Bologna, dove l’uno viveva e l’altro insegnò dal 1934. Anzi, proprio nella sua prolusione all’università felsinea in cui ripercorreva i Momenti della pittura bolognese, Longhi consacrò ufficialmente il pittore eleggendolo “uno dei migliori pittori viventi d’Italia”. Da quel tempo ebbe inizio il loro lungo sodalizio improntato a una profonda e reciproca ammirazione.
Frequentazione intellettuale e vicinanza di pensieri, quella tra il pittore e il suo critico, che continuarono anche nei trent’anni a venire, com’è attestato dalle lettere che si scambiarono quando Longhi nel 1939 si trasferì a Firenze prendendo casa a Il Tasso, sulle colline che circondano Firenze. Corrispondenza che si intensificò negli anni Quaranta, quando la guerra – è Longhi a ricordarlo – “diradò, poi addirittura interruppe la consuetudine quasi quotidiana” delle “tornate critiche” bolognesi.
Dopo il blackout degli eventi bellici, per dare il “bentornato” a Morandi e come “segno di solidale sollecitudine per la sua sorte incerta”, Longhi organizzò una mostra alla galleria Il Fiore che si inaugurò nella Firenze appena liberata il 21 aprile 1945, accompagnandola con un testo che rimane un viatico imprescindibile per comprendere l’arte del grande artista.
Infine spetterà a Longhi ricordare “il grande pittore” al momento della sua scomparsa per la trasmissione televisiva “L’Approdo”, registrata nel giugno 1964. Alle parole commosse per la perdita di un grande “Amico”, rafforzate dalla certezza che non vi sarebbero più stati “altri, nuovi dipinti di Morandi”, il critico non fa mancare la propria vis polemica. Sottolinea, infatti, come “una nemesi capricciosa ma non priva di significato” avesse voluto “che Morandi uscisse di scena il giorno stesso in cui venivano esposti a Venezia i prodotti della ‘pop art’”. Ma soprattutto Longhi, con parole quasi profetiche, imprimerà una sorta di energia a questo saluto proiettando la figura di Morandi nel futuro, assegnandogli un ruolo da protagonista: “Voglio dire che la statura di Morandi potrà, dovrà crescere ancora, dopo che questo ultimo cinquantennio sarà stato equamente ridimensionato”, dopo di che “ben pochi resteranno a contarsi, forse sulle dita di una sola mano; e Morandi non sarà secondo a nessuno”.

 

Credits

Curatori
Monica D'Onofrio, Paola Damiani e Stefano Roffi
Redazione
Leda Bianchi, Giorgia Niso
Regia
Chiara D'Ambros
Conduttori
Francesco Antonioni, Oreste Bossini, Nicola Campogrande, Riccardo Giagni, Andrea Ottonello, Andrea Penna, Stefano Valanzuolo, Guido Zaccagnini

Sede Rai di Milano:
Nicola Pedone





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