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STANZE#1 GIOVANNI ANSELMO/JANNIS KOUNELLIS

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Al Riso, museo d’arte contemporanea di Palermo, questa mostra ‘Stanze #1′, curata da Giovanni Iovane, concepita come una riflessione sull’identità del  museo che è oggi alla ricerca di nuovi meccanismi espositivi. Le opere di Giovanni Anselmo e Jannis Kounellis invadono le sale di Palazzo Belmonte Riso, che lascia a nudo sulle pareti i segni del tempo.
Le installazioni di Kounellis si rivelano in un ‘atto unico’ che  trasforma lo spazio espositivo in una “cavità teatrale e umanistica”  come afferma lo scultore che accosta due opere temporalmente  differenti ma rappresentative della sua opera. Un’installazione  composta da armadi sospesi al soffitto, già presentata a Palermo nel  1993, ora andrà ad arricchire la collezione permanente di Palazzo  Riso, conservando inalterata la sua esistenziale e drammaturgica  relazione con lo spazio intorno al museo e in particolar modo, con ciò che l’artista stesso ha definito ‘il barocco siciliano’.
L’incombente presenza degli armadi fa quasi da cappello alla  serie di cavalletti che sorreggono le lastre di metallo a cui sono  agganciati i suoi ‘tipici’ cappotti scuri. E a questo denso e vasto  blocco espositivo, a questa sorta di drammatica processione di  cappotti appesi a quadri di metallo, fa da opportuno contraltare il  vuoto delle due stanze attigue; due piccole ma necessarie ‘sale  d’attesa’, che poeticamente gli architetti francesi chiamavano le  ‘salles des pas perdu’, uno spazio di transizione tra il mondo  esteriore e l’interno di edifici.
Giovanni Anselmo invece, porta al Riso tra le  varie opere, una su carta del 1965 dal titolo ‘La mia ombra verso  l’infinito dalla cima dello Stromboli durante l’alba del 16.08.65.’  Quest’opera dello scultore italiano contiene in embrione tutti quelli  che saranno gli sviluppi della sua esperienza artistica e, ancora una  volta, un preciso e concreto legame con la Sicilia. Lo scultore ritrae se stesso lungo la sciara del vulcano all’alba del 16 agosto 1965 in  un disegno dal carattere enigmatico. La perdita della propria ombra,  che è una costante della letteratura tra ottocento e novecento, si  rivela per Anselmo una vera e propria epifania. Quella particolare  esperienza sul vulcano di Stromboli all’alba fu secondo le parole di  Anselmo “una straordinaria situazione di velocità, movimento, energia. In una situazione come questa puoi sentire che esisti, che,  semplicemente, tu sei sulla terra e che la terra, a sua volta, è nello spazio che la contiene e l’avvolge, un momento di coscienza della tua  esistenza in uno spazio senza confini”.

 

 

Credits

Curatori
Monica D'Onofrio, Paola Damiani e Stefano Roffi
Redazione
Leda Bianchi, Giorgia Niso
Regia
Chiara D'Ambros
Conduttori
Francesco Antonioni, Oreste Bossini, Nicola Campogrande, Riccardo Giagni, Andrea Ottonello, Andrea Penna, Stefano Valanzuolo, Guido Zaccagnini

Sede Rai di Milano:
Nicola Pedone





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