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Leggere la Bibbia

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Deuteronomio: La seconda Legge
Le parole di Mosè
con Alexander Rofé e Piero Stefani
Domenica 2 gennaio 2011

 

Inauguriamo la prima domenica dell’anno con l’inizio dell’ultimo libro del Pentateuco, il Deuteronomio. Il cui titolo, in ebraico, è dato dalle prime parole: “Queste sono le parole che Mosè rivolse a tutto Israele oltre il Giordano… “ (1,1). Il titolo infatti è Devarim (parole). Si tratta infatti di cinque discorsi che Mosè tiene di fronte al popolo in assemblea nella pianura di Moab, prima di entrare nella terra promessa. Segue poi una conclusione, con la morte di Mosè, fuori di quella terra. È un libro che ha, al tempo stesso, una narrazione storica, una parte legislativa, ma anche un messaggio profetico. Soprattutto contiene alcuni dei fondamenti della fede di Israele. In esso troveremo quello che è il “credo” di Israele: la preghiera che dice “Ascolta Israele…”, che è la preghiera universale di ogni ebreo nella storia; troveremo un senso di responsabilità nella scelta del bene e del male; troveremo la speranza nell’aiuto di Dio, nonostante i fallimenti e i tradimenti. Per questo il Deuteronomio è stato definito un “libro del cuore”.
Due studiosi per introdurci a questo libro: Piero Stefani, studioso di ebraismo e biblista, uno dei nostri collaboratori più preziosi e Alexander Rofé, uno dei più insigni biblisti, che  insegna a Tel Aviv

 

Ascolto Musicale
La Consagraciòn de Moises  (brano sefardita in ladino)  ARC MUSIC

 

Suggerimenti di lettura 
Alexander Rofè,  Storie di profeti, Paideia 1991
Alexander Rofè,  Introduzione alla letteratura profetica, Paideia 1995
Alexander Rofè, La composizione del Pentateuco. Un'introduzione,  Edizioni Dehoniane Bologna 2009
Piero Stefani, Le radici bibliche della cultura occidentale,  Bruno Mondatori 2004 
Piero Stefani, L'Apocalisse, Il Mulino, 2008

 

 

Parole
Al contrario degli egiziani, Mosè non ha costruito le sue opere d’arte in mattoni e in granito. Egli ha costruito delle piramidi umane, ha cesellato degli obelischi umani, ha preso una povera tribù di pastori e ne ha creato un popolo che doveva, come i monumenti egiziani, sfidare i secoli: un popolo di Dio che doveva servire da prototipo a tutti gli altri popoli, all’umanità intera. Mosè ha creato Israele. 
                    Heinrich Heine

 

 

Il problema dell’identità ebraica non può essere affrontato dalla domanda “chi sei?”. L’ebreo è in relazione con la prima domanda posta da Dio nella Genesi ad Adamo “dove sei?”.
André Néher

 

 

Credits

Un programma di Gabriella Caramore
a cura di Paola Tagliolini
regia di Ornella Bellucci
consulenza musicale di Cristiana Munzi
in conduzione Benedetta Caldarulo,
Irene Santori
(Storie)
Gabriella Caramore (Questioni)
Via Asiago n. 10 - 00195 Roma

Moni Ovadia a Uomini e Profeti

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E’ stato interessante il discorso sulla bellezza di domenica scorsa. Riflettendoci su vorrei sottolineare che esiste anche una seduzione negativa delle cose e che sarebbe opportuno evidenziare la differenza tra la seduzione di cui avete parlato, riferita alla bellezza legata alla verità,  e quella che invece riesce ad attrarre per la sua capacità di mimetizzare il vuoto a lei sottostante...

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