Radio3

Contenuti della pagina

Lettere dal 7 al 13 aprile

slcontent


Oggi ho ascoltato la puntata su Gesù terreno e Cristo risorto. Il rapporto fra la storia e la fede è certo cruciale per ogni credente. Ascoltare dagli esperti accenti diversi rende la fede più consapevole e critica, innervata dal dubbio dell'incredulità, che rende più costruttivo il dialogo con un non credente come Salvatore Natoli, e con i credenti in altre religioni. Il filosofo vorrebbe i cristiani meno sfuggenti sul tema della risurrezione. Io penso che nel mondo adulto della secolarizzazione la certezza non sia più possibile, ma solo la preghiera: "Signore, aumenta la mia fede". E' nella collaborazione fra diversi per rendere il mondo più giusto che i cristiani testimoniamo la fede, a cui ognuno è chiamato per vie diverse, come ha detto Romano Penna. Io sono socio di Biblia, associazione laica di cultura biblica. Attendo con interesse a "Uomini e Profeti" la lettura del Nuovo Testamento: come parteciperanno un agnostico, un ateo, un ebreo, un musulmano...alla lettura di un testo in cui la risurrezione è centrale? Già oggi abbiamo assistito alla difficoltà degli interlocutori ad ascoltarsi, a misurarsi con l'argomentare dell'altro.
Buon lavoro.
Silvano Bert - Trento
_______________________________________________________________________________________________

Semplicemente grazie!

Marina Cavalli
_______________________________________________________________________________________________
Vorrei esprimere mia gratitudine per la diretta appena terminata...Grazie ai musicisti tutti e, in particolare, al sig. Brunello di cui avevo già ascoltato da Torino, in ottobre scorso, l'invito a fermare il tempo e osservare cosa la musica mette a nudo in noi... Grazie alla signora Caramore, anima appassionata e intelligente sempre sensibile a coniugare fede e storia, che con la sua trasmissione rappresenta un riferimento insostituibile per la spiritualità di credenti o non che cerchino nuove risposte spesso negate...E un grazie speciale alla signora Sofia Gubaidulina che ha espresso così intensamente il dramma di ogni persona che paghi crudelmente il prezzo dell' aspirazione alla libertà
per sé e gli altri....                                                     
Mauro da Roma
_________________________________________________________________________________________________
Gabriella davvero cara, grazie innanzitutto per la gioia di ieri sera: ho ascoltato con intensità e riascolterò le Sette Parole.Inoltre è dal 24 marzo, la puntata in cui hai ricordato i bambini di Tolosa, che voglio comunicarti la mia partecipazione alla tua commozione in diretta. Non è la prima volra che sento il tuo cuore (e anche gli occhi) vibrare per la sofferenza degli uomini e soprattutto dei bambini. Sempre in te percepisco l'intelligenza del cuore per la ricerca della verità. Le parole della moglie-mamma hanno dato un colpo d'ala alla mia fede e speranza.
Grazie per  aprirci orizzonti vasti e profondi.
Anche questa mattina sono stata ichiodata dall'intervista con Alexander Rofé e dal ricordo di Gino Girolomoni.

Auguri a te e a tutta la tua brava èquipe, A domani.
Capirò qualcosa di questo Gesù?| Ti seguo dal 92
__________________________________________________________________________________________

A proposito  di Cristianesimo e non credenti, ricordo che qualche anno fa (2008?) a Festival Letteratura di Mantova, dopo una lezione del prof.Natoli sul primo canto del Purgatorio di Dante, una spettatrice pose questa domanda: ma come può sostenere di essere non credente, se racconta la fede in questo modo? (più o meno...). La risposta di Natoli fu articolata e profonda...  

Costante Amadori
Cesena
_____________________________________________________________________________________________

Questa parola per me assume il significato di guarire un uomo in fin di vita ad es. è resuscitato stava in coma. Gesù è stato visto dopo vivente.
Anche nella cultura araba la morte di Gesù è in altro luogo.
Elio
__________________________________________________________________________________________

Volevo ringraziare  per l'INDIMENTICABILE venerdì santo.  Grazie grazie .
Mariapia Fanna 

Gentile redazione,
Buona Pasqua, anzitutto. La trasmissione dell' 8 aprile è stata assai interessante. Alle considerazioni degli interlocutori  vorrei affiancare qualche domanda rivolta a me stesso.

1. Qualora venissero ritrovate "le ossa di Gesù di Nazareth" - riprendo un' espressione usata nella trasmissione -, perderei per tale ragione la fiducia in lui? Le sue parole e i i suoi atti (pur depurati dalle  creazioni cristologiche successive) non avrebbero più per me alcun senso - o un senso minore - o questi rimarrebbero intatti nel loro significato, come quelli di colui che meglio ha annunciato e interpretato l'avvento del Regno di Dio?

2. E a proposito dell'annuncio della resurrezione da parte dei discepoli dopo la sua morte, in quale maniera avrebbero essi potuto comunicare una qualche "esperienza" della vicinanza di Gesù da loro "vissuta" dopo la sua morte (quanti "santi" l'hanno vissuta nei secoli successivi, e quante persone dicono di averla vissuta nei confronti di qualche santo, ad es. di Padre Pio), e ciò in presenza di una cultura nella quale era predominante la convinzione (a partire dal ceto dirigente) che non esistesse dicotomia tra il corpo e l'Io, e che, una volta morto, fosse finito tutto per l'uomo; in quale modo, mi chiedo, i discepoli avrebbero potuto comunicare questa "esperienza" se non annunciando la resurrezione di tutto l'uomo?
Se dovessi rispondere a queste domande, come uomo qualunque che ama riflettere su queste cose, direi che il ritrovamento delle ossa di Gesù e quindi la sua "non resurrezione" - così come la parola "resurre- zione" viene comunemente intesa - non intaccherebbe minimamente la mia fiducia in lui; in altre parole è la sua testimonianza che conta per me. 
Vi  ringrazio perché la vostra trasmissione mi ha indotto a riflettere su queste cose.
Vi saluto molto cordialmente.

Antonio  Fanna
_______________________________________________________________________________________________
Gentili amici,
ho conosciuto Gino Girolomoni quando è venuto a Caraglio per un convegno dedicato a Sergio Quinzio. Incontro importante, primo di altri, finché siamo stati invitati - Teatrino al forno del pane" - a rappresentare a Montebello il nostro spettacolo "L'Eresia" del nostro fondatore lo scrittore Giorgio Buridan. Ricordo il nostro sguardo dall'alto di Montebello sulla terra ondulata, che sembrava anch'essa in attesa. Ricordo il caldo del giorno mentre preparavamo la scenografia e il vento della notte a soffiare sulle fiammelle di candele e sulle fiaccole. E un ricordo particolare, che ancora è così vivo e presente: Gino era tornato dal lavoro e si era seduto in terra, nell'angolo del chiostro in cui mi trovavo e aveva detto, con quella sua voce limpida chiara squillante: sono stanco. Mi aveva stupito tanto da essere così vivo in me il ricordo come di una confidenza. Non poteva essere stanco Gino, non poteva essere vero soprattutto che lo dicesse. Così, ancora oggi, considero quel momento come un bel regalo, da una persona che non sprecava parole. Avevo imparato a non aspettarmi da lui, che pochi messaggi sospese in grandi silenzi, in attesa di incontrarci, prima o poi, là a Montebello, così difficile da raggiungere, per me. Ho saputo della morte della moglie Tullia dal numero di Mediterraneo da lui dedicato a lei . Ho saputo della morte di Gino da La Stampa, in un articolo di Guido Ceronetti, troppo 'ceronettiano". Volevo fare qualcosa anch'io, così ho mandato una lettera a La Stampa, che non è stata pubblicata. Ne mando copia anche a voi,(mandata anche ai figli di Gino),  sperando che di Gino Girolomoni si parli ancora. Le diversità tra Gino e Sergio Quinzio sono quelle che carattarizzano la vita dei sapienti, ognuno è posto in un angolo diverso perché gli sguardi possano vedere la complessità del mondo, soltanto alla Fine la visione sarà completa, nessuno sguardo perso, nessun pensiero dimenticato, ogni incontro ritrovato, il disegno tutto lì, unico, completato. Chiedo scusa per le troppe parole...non nello stile di Gino.
Grazie! E buon vostro lavoro nell'arte radiofonica.
Maria Silvia Caffari
_______________________________________________________________________________________________
 

 

 


Credits

Un programma di Gabriella Caramore
a cura di Paola Tagliolini
regia di Ornella Bellucci
consulenza musicale di Cristiana Munzi
in conduzione Benedetta Caldarulo,
Irene Santori
(Storie)
Gabriella Caramore (Questioni)
Via Asiago n. 10 - 00195 Roma

Moni Ovadia a Uomini e Profeti

Guarda la fotogallery >>

Lettere a U&P



E’ stato interessante il discorso sulla bellezza di domenica scorsa. Riflettendoci su vorrei sottolineare che esiste anche una seduzione negativa delle cose e che sarebbe opportuno evidenziare la differenza tra la seduzione di cui avete parlato, riferita alla bellezza legata alla verità,  e quella che invece riesce ad attrarre per la sua capacità di mimetizzare il vuoto a lei sottostante...

Calendario interreligioso

Appuntamenti

Leggere la Bibbia


Pablo Picasso, Ragazza che legge al tavolo Le letture bibliche di Uomini e Profeti in podcast >> Per  leggere i contenuti clicca su  archivio >>

ALTRE LETTURE


 














Medhat Shafik - Porta D'Oriente
Riascolti di Uomini e Profeti in  Podcast >>

Riascolta

Access key

La navigazione di questo sito è agevolata dalle access key, tramite le quali è possibile accedere alle funzioni e ai contenuti principali del sito.

Sono state definite le seguenti access key