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Lettere dal 24 al 30 marzo

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Gentile Gabriella,
la sua vera emozione che traspare dalla sua grande umanità nel ricordo della strage dei bimbi e del papà a Tolosa mi colpiscono molto, non solo per la sua emozione e tristezza espresse, ma perchè sempre più l'indifferenza serpeggia negli animi della gente e questi terribili fatti non turbano più. La ringrazio molto per questo suo bellissimo programma (che seguo dal suo inizio), da come lo conduce, dalle persone che invita a partecipare e dare ulteriore contributo alla discussione,  ma soprattutto per il modo di come affronta ed esprime Lei ogni argomento. 
Buona giornata Gabriella.
Un sincero e cordiale saluto
Giordana Slanzi
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Signora Gabriella,
la sua commozione di fronte al dolore, alla violenza, è stata una lezione di amore per tutti noi.
Sa, io non posso non piangere anche pensando a tutto il male che l'uomo compie nei confronti di ogni essere vivente, non posso non piangere pensando a quanti agnellini innocenti saranno sacrificati in questi giorni pasquali, non posso non piangere di fronte al dolore di ogni essere umano e animale sacrificati per non so quali riti in nome dell'amore e spesso della religione. Tutta la natura piange e grida giustizia. 
Con simpatia e affetto, un augurio di buona Pasqua
Alessandra Granero
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Gentile Gabriella Caramore,
per la sua commozione nella puntata in atto oggi durante la lettura delle parole della moglie del rab ucciso con i suoi bambini.
Esiste davvero la "compassione" e lei ne ha dato una manifestazione evidente. E poi ha detto una cosa molta corretta ..."con tutti i danni che hanno fatto le religioni esistenti fino ad oggi.....ecc!!!" GRANDE coraggio in trasmissione; ed oggi mi ha stuzzicato il desiderio di saperne ancora di più sulla fede Bahai. In conclusione di tutto ciò, vorrei solo aggiungere che io sono di matrice valdese, che mio padre era un grande estimatore di T. de Chardin che negli anni settanta ancora leggeva solo in francese. Io sono ancora in cerca di Qualcosa e quando posso seguo i l suo programma con grande gioia.
Grazie per quello che fa per noi ascoltatori.
Maurizia Muston
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Carissima redazione,
la ricchezza che danno a tutti noi ascoltatori le trasmissioni di Uomini e Profeti è veramente preziosa e in particolare,insieme a tutte le altre, i "commenti" alla Bibbia.
Noi cattolici siamo stati privati della Scrittura troppo a lungo e, almeno questa è la mia esperienza, nonostante il Concilio, molto spesso ne abbiamo timore. Non vi  so dire quante volte nella mia vita (ho 59 anni) ho cercato di partire a leggerla poi non me la sono sentita, perchè come ha detto Enzo Bianchi in una puntata, non si può partire da soli. ' stato determinante  trovare nelle mie peregrinazioni, una parrocchia dove la centralità della Parola è fondante e precede ogni incontro sia esso una prova di canto, un consiglio pastorale ecc. E' stato però indispensabile l'introduzione fatta da una appartenente alla comunità e particolarmente esperta,  libro per libro, cui segue la lettura,individuale anche se la stessa per tutti  ogni giorno, seguendo il calendario dei monaci di don Dossetti. L'introduzione non è  un' esposizione storica o culturale,anche se ci sono ovviamente anche questi elementi, ma una lettura di fede, cioè come la "vostra".
Penso a tutte le persone che non hanno trovato una parrocchia come la "mia" , che sono isolate, che non sanno che la vostra trasmissione esiste ma anche a chi la apprezza tanto da voler trattenere tutto.
Vi  chiedo quindi ancora se, e mi rendo disponibile per prima, non sia possibile trovare fra i tanti ascoltatori, persone disposte, per fare un servizio agli altri, ovviamente non per altri fini, a mettere in cartaceo le tramissioni, a ricavarne un libro che sia utile a tanti o almeno a ricavare CD che si possano risentire.
Questa è la mia preghiera . Io sono stata aiutata e vorrei che tutti lo fossero. Vi
auguro di cuore buona Pasqua e rigrazio il Signore di avervi  "scoperto" attraverso la radio.
Flavia Marconi
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Gentile Signora Caramore,
quando lo scorso anno in primavera Lei annunciò che alla ripresa delle trasmissioni in autunno avrebbe affrontato Il Nuovo Testamento io pensai: "Ah! un bel coraggio!" E la stessa cosa ho pensato nell'udire da Lei, domenica 25 marzo, che a Pasqua avrebbe cominciato a trattare del N.T.
Credo che l'Antico Testamento è per certi aspetti così lontano da noi che ci si può anche permettere di comunicare interpretazioni di vario genere senza correre troppi rischi di incorrere in reazioni perplesse o scandalizzate. Ma con il N.T. le cose cambiano (se non si vuol fare un ciclo di lezioni apologetiche, cosa che non mi pare si addica a Lei). Qui siamo di fronte ad una interpretazione "ufficiale" e non discutibile (almeno nel pensiero di molti).
Credo che il Gesù della teologia non possa prescindere dal Gesù storico ed è qui che incominciano le difficoltà....
........................... E quanto al Gesù della teologia, mi permetto di suggerire la lettura dell'articolo di Carlo Molari apparso su "La Rocca" (l'uno e l'altra non in odore di eresia) nel numero 2 del 2004 intitolato "Modelli cristologici tra riti popolari e liturgie", ove fra l'altro è scritto (trascrivo testualmente): "Alcuni, ad esempio, parlano di Dio fatto uomo come di una reale trasformazione in Dio o di una sua discesa sulla terra intesa in senso proprio.
La ragione principale di questa insufficienza risiede in una fiacca o inesistente esperienza di fede, che sola può consentire l'adeguamento continuo dei simboli e della loro interpretazione al corrispondente sviluppo culturale della persona e dell'ambiente sociale. In molti le immagini interiori sono rimaste a livello infantile o adolescenziale"; o
ancora: "non è possibile infatti riferirsi a Dio senza analogia e senza metafore. Occorre però farlo con la coscienza del valore e della funzione che esse hanno nel linguaggio umano. Lungo i secoli, invece, le metafore hanno acquistato un significato "proprio" e sono state considerate descrizioni reali dell'evento salvifico". Penso sarebbe interessante sentire "dal vivo"  le idee di Molari in proposito.
Le faccio tanti auguri per le prossime trasmissioni e La saluto cordialmente.
Antonio Fanna
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Gentilissima redazione,
voglio innanzitutto esprimere la mia gratitudine per quanto ho ricevuto e continuo a ricevere da ascoltatrice della trasmissione. Ho avuto la possibilità di ascoltare solo oggi con il podcast la trasmissione del 25.2.2012 sui vent'anni dalla guerra in Bosnia. In vista del prossimo 6 aprile (anniversario di guerra) vorrei invitare ad approfondire la realtà delle Scuole per l'Europa solo accennate nel finale di trasmissione. Sono scuole promosse dalla chiesa cattolica di Bosnia e accolgono bambini e giovani di tutte le etnie e religioni; rappresentano praticamente l'unico segno di sopravvivenza della Bosnia multietnica e multiculturale di un tempo. Sono tredici centri scolastici operanti in 7 diverse città della Bosnia, con oltre cinquemila studenti.La prima scuola interenica - quella di Sarajevo - iniziò a funzionare mentre ancora cadevano le granate sulla città.Promotore e responsabile di queste Scuole è mons. Pero Sudar, vescovo ausiliare di Sarajevo, primo collaboratore del card.Pulijc di cui avete parlato. Le Scuole per l'Europa, per la loro serietà e profeticità, hanno avuto riconoscimenti in diversi Paesi europei e anche dall'Italia, ai tempi della guerra, tanti gruppi, parrocchie e diocesi hanno contribuito alla loro realizzazione.Parlare della Bosnia di oggi senza dare spazio a questa realtà di speranza mi sembra davvero un peccato.
Ringrazio e saluto cordialmente.
Stefania Sbriscia
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Bellissima la puntata con Paolo Sacchi la riascolteremo in Podcast.
Grazie e buona Pasqua.
Carlo Rubin



 

 

Credits

Un programma di Gabriella Caramore
a cura di Paola Tagliolini
regia di Ornella Bellucci
consulenza musicale di Cristiana Munzi
in conduzione Benedetta Caldarulo,
Irene Santori
(Storie)
Gabriella Caramore (Questioni)
Via Asiago n. 10 - 00195 Roma

Moni Ovadia a Uomini e Profeti

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