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Lettere dal 23 al 29 marzo

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Spett. Redazione,
sempre splendide, profonde e toccanti le puntate di Uomini e Profeti che ascolto in diretta e poi, spesso, riascolto pure in podcast. Grazie anche per quella di stamane che ci ha fornito nuove chiavi di letture dell’Africa, continente di difficile comprensione. Tutte e tre le testimonianze, ognuna dalla sua angolazione non priva di elementi drammatici, ci hanno fornito comunque motivi di speranza. Grazie anche per quel bel canto mozambicano.  
Grazie della trasmissione
Auguri di buon lavoro  
Chiara
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OGGI MI  HA  COMMOSSO LA LETTERA.........e emozionato il mio grande Allam
Grazie
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Ho ascoltato le nobili parole di Giusy Nicolini, che mi hanno profondamente commossa. Penso che purtroppo, "Uomini e profeti" sia una trasmissione di nicchia e per i suoi contenuti e perché diffusa dalla radio. Discorsi come quello di Giusy Nicolini dovreste trovare il modo di diffonderli, perché diventino patrimonio del sentire comune.Ci sono tante persone, di animo non malvagio, ma forse superficiali, di mente ed animo forse ristretto e dunque più esposte ad ascoltare la propria pancia ( La nostra cara "Lega" Ha ben contribuito!),nel cui animo si è fatta strada la xenofobia. Io credo che parole come queste che ho udito stamani, potrebbero aprire una breccia nella mente e nell'animo di tante persone " di buona volontà", anche a loro insaputa. Cercate di fare qualcosa e grazie.
Daniela Winchler da Firenze 
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Cara Redazione, 
sento da molti anni la vostra trasmissione, ma il commento di oggi di Enzo Bianchi mi è piaciuto particolarmente, specialmente la parte relativa alle tre ore di agonia di Gesù e il buio in cui il male sembra avere avuto il sopravvento, pensiamo a Sebrenica dove i Jeep dell’UN stavano lontano come le donne sul Golgota. Ho trovato anche molto illuminate il commento sul significato della Croce e del Crocifisso, che ha toccato pensieri che ho avuto da molto tempo: siamo ormai talmente abituati alla vista della croce che non pensiamo più a cosa significa davvero; spesso ho pensato cosa diremmo noi se un’altra religione esponesse nei suoi luoghi di culto, ma anche in luoghi estranei ad esso p.es. un cappio (e questa la connessione con il commento di Enzo Bianchi) o una sciabola: probabilmente ne avremmo orrore o almeno sentiremmo avversione.
E’ proprio questo il punto che si dovrebbe porre come riflessione a tutti coloro che vogliono difendere a tutti i costi l’esposizione delle croce nelle aule delle scuole e negli uffici pubblici. Il simbolo è troppo importante per essere banalizzato in questo modo. 
Distinti saluti 
Norbert Braito
Pisa
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22 marzo 2013
Nella Veglia di Romero a 33 anni dal suo martirio che vivremo questa sera alle 20,45 a la Casa sul Pozzo faremo una memoria particolare di Giovanni Nervo che si è spento ieri sera a 94 anni; gli siamo grati per tantissime cose ma soprattutto perché ci ha insegnato a saldare in continuazione vangelo e territorio, storia della salvezza e storie di resistenza al male, capacità di reciprocità e di assunzione di responsabilità personale.  Faremo anche un piccolo esercizio per leggere alcuni segni di Francesco, nuovo vescovo di Roma, e quali risonanze troviamo dentro di noi. Nella settimana “autentica” celebreremo l’Eucaristia alle 19.30 giovedì 28; seguirà la cena pasquale (comunicate quanti desiderate partecipare, per ovvie ragioni).
Un augurio di custodia reciproca.
Angelo
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Cara  redazione,
Vi seguo da più di vent'anni e mi siete sempre stati preziosi, sia per le mie riflessioni ai margini dello spirituale, sia quale approfondimento per le mie lezioni scolastiche (insegno lettere e latino al liceo); per quanto concerne Enzo Bianchi, m'è stato di conforto e sostegno in certi agoni spirituali. Pur fidandomi di Voi, mi sono stupita, domenica scorsa (24 marzo 2013), nel sentirVi sottolineare che, presso Gesù crocifisso non c'era alcuno dei suoi discepoli, poiché, in Gv.19, 26-27 si attesta chiaramente che il discepolo che Cristo amava viene affidato sotto la croce alla Madonna -e viceversa-. Essendo questo passo molto noto, anche perché, fra l'altro, è stato associato come pensiero alla meditazione del quinto mistero del dolore da Giovanni Paolo II, suppongo che la Vostra asserzione si fondi su qualche pietra d'inciampo che, nel mio tardivo percorso di studi biblici, non ho sinora trovato.
Confido e spero in una Vostra risposta.
Vi auguro una buona Pasqua di resurrezione
Con gratitudine
Elisabetta Luca
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Buongiorno,
ci tengo a ringraziarvi per questa splendida trasmissione, che seguo ormai assiduamente da qualche mese. Apprezzo molto, in paricolare, le letture del Vangelo di Marco con Enzo Bianchi, eccellente introduzione ad una lettura adulta ed in chiave etica (vs. metafisica) del testo evangelico, che ho letteralmente riscoperto. Grazie ancora e continuate cosi'!
Un caloroso saluto
Giovanni, 27 anni (Parigi)

Credits

Un programma di Gabriella Caramore
a cura di Paola Tagliolini
regia di Ornella Bellucci
consulenza musicale di Cristiana Munzi
in conduzione Benedetta Caldarulo,
Irene Santori
(Storie)
Gabriella Caramore (Questioni)
Via Asiago n. 10 - 00195 Roma

Moni Ovadia a Uomini e Profeti

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Lettere a U&P



E’ stato interessante il discorso sulla bellezza di domenica scorsa. Riflettendoci su vorrei sottolineare che esiste anche una seduzione negativa delle cose e che sarebbe opportuno evidenziare la differenza tra la seduzione di cui avete parlato, riferita alla bellezza legata alla verità,  e quella che invece riesce ad attrarre per la sua capacità di mimetizzare il vuoto a lei sottostante...

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