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Lettere di febbraio

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Salute a voi
Sono un vostro appassionato ascoltatore da anni, siete un riferimento importante che mi dona le gius‎te coordinate alla mia cultura.. anche spirituale! Avrei un desiderio, se potete aiutarmi, per risalire alle musiche di meditazione che proponete come sottofondo alle vostre illuminanti Lezioni spirituali, in"Uomini e Profeti" Intendo quelle medio orientali, indiane indù...  eetc...Fiducioso nella vostra gentile competenza e professionalità, vogliate accogliere i miei sinceri e affettuosi saluti...
Alessandro
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La claudicanza, lo "stiffelius", la possibile ubiquità...semplicemente un Maestro,che non impara da nessuno ma semplicemente LEGGE e ASCOLTA dentro di sè.
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L'infanzia ritorna nel ricordo di un adulto a restituire ciò che gli adulti hanno preferito tacere. Haim Baharier, dice che gli adulti che si sono salvati dai campi di sterminio, in realtà erano già morti prima di lasciare quei campi e non avevano più la forza di voler ricordare il loro dolore.
Io amo pensare che gli adulti sopravvissuti hanno taciuto per preservare i loro figli da quel terribile dolore.
Se Haim Baharier avesse conosciuto la verità quando era bambino, forse lui stesso oggi non ci avrebbe raccontato nulla e non avremmo conosciuto Chouchani, "con l’aspetto di un clochard, ma con la sapienza di un antico maestro".
Mi impressionò molto nel film "La vita è Bella", l'immane sforzo del protagonista per proteggere il figlio piccolo dal prendere coscienza della tragedia in cui era stato scaravento assieme ai genitori, salvando così la spensieratezza e l'innocenza del figlio: premessa e promessa futura.
Oggi non si ha cura di preservare i bambini dalle torbide nefandezze degli adulti, negando così all'infanzia il diritto alla spensieratezza, allo stupore, a guardare con innocenza e occhi limpidi il mondo imperfetto, a volte sordido, degli adulti. Rischiando così di creare dei sopravvissuti prematuramente morti dentro un dolore inenarrabile.
Teresa Mele
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Gentile redazione,
come sempre abbiamo ascoltato con grande piacere il programma 'Uomini e profeti'. Le ultime tre puntate sono state particolarmente affascinanti. Comunque abbiamo trovato la spiegazione data al termine 'generosità' (Dhana) stranamente inadeguata . Liquidare questa grande virtù dell'antichità con l'idea che la generosità non sia altro che ' dare l'elemosina' sembra un concetto tipicamente occidentale.
Dare l'elemosina è un piccolo angolo del mondo della generosità , angolo spesso anche perverso (se io dò qualcosa a questo poveraccio guadagno il mio posto in paradiso). La virtù della generosità si riferisce, mi sembra, all'idea della generosità di spirito , un concetto che oggi viene rappresentato dal mondo cristiano con la parola 'amore', termine alquanto astratto.
Una mezz'ora dopo aver ascoltato il vostro programma ho bussato alla porta di un vicino di casa, per chiedere un'informazione. Lui stava mettendo in tavola un vassoio fumante di 'zuppa toscana'. In quella famiglia sono in cinque , tre figlie , giovani adulte ma senza lavoro, la moglie che lavota part time e lui con una pensione di invalidità. Non ha esitato a prendere una scodella , riempirla con una bella porzione per me di quella succulenta zuppa, da portare a casa.
Non credo che la parola giusta in questo caso sia 'amore'. La parola è 'generosità' e qui entra anche il concetto di non paura. La 'non paura' non è solo non fare paura all'altro. La non paura è intimamente connessa con la generosità.
Il mio vicino ha una generosità di spirito perchè non teme per se stesso , quindi soltanto come conseguenza non fà paura agli altri.
Saluti cari e affezionati
John e Antonietta
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Gentile redazione,
ho appena finito di ascoltare la puntata condotta dalla brava Irene Santori sulla religiosità dei popoli zingari. Sono così emozionata e addolorata e contenta di aver sentito dalla viva voce di queste persone il loro percorso che non riesco a trattenere le lacrime. Non sono neanche sicura di saper scrivere qualcosa di decente. Ho conosciuto, qui a Bolzano, Rita Prigmore zingara, come lei stessa vuole definirsi, di etnia Sinta  che a 2 anni  è passata per le mani di Heide il collaboratore di Mengele per modificarle il colore degli occhi assieme alla sua gemella - morta subito - e non posso dimenticare la dolcezza di quegli occhi ancora così sofferenti. Non posso non pensare ai tanti sgomberi notturni voluti - in Italia - da molte autorità che si definiscono cristiane e vogliono crocifissi appesi dappertutto ma che non esitano a passare sopra queste creature come dei carri armati seminando spavento, dolore e moltiplicando all'inverosimile la fatica di tanti che cercano un posto dove cercare di vivere una vita dignitosa per sé e per i propri figli.
Quanto ci vorrà ancora per comprendere che apparteniamo tutti a una sola razza umana?
Grazie di tutto e della pazienza di leggere queste righe sconclusionate.
Lucia Tibaldo

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Grazie per la vostra trasmissione, per la ricchezza della lunga serie "leggere la Bibbia" che porto sempre con me sull'ipod e ascolto quando ho tempo e per tutti gli altri stimoli che offrite all'ascoltatore.
Siete un buon motivo per pagare il canone Rai.
Cordialmente 
Claudia Foti
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Sono sempre stata affascinata dalla cultura indiana. Proprio per questo mi domando: da dove viene questa terribile violenza verso le donne di cui si è parlato recentemente? Sembra che non abbia alcun rapporto con l'immagine dell'India che ammiriamo. Forse in qualunque cultura i rapporti tra uomini e donne sono ancora tutti da esplorare, o da riconoscere.
Anna Paschetto
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Salve ...............................................................................................................................................
prima la lunga serie sulle religioni islamiche in italia. Oggi la trasmissione sulla religiosita' dei Rom e Sinti.
Facciamo ancora volare il popolo del vento.Perche' odio genera odio.
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Le puntate su Rgveda sono state veramente molto interessanti e piene di spunti di riflessione.
Spero che abbiate in programma un approfondimento delle questioni rimaste in sospeso.
Grazie e complimenti
Enrica Fulgenzi
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Vorrei esprimere il mio apprezzamento per la trasmissione andata in onda oggi sul tema fede e omosessualità. Mi é piaciuta soprattutto l'intelligenza e la pacatezza con cui é stato affrontato questo argomento così delicato. La difficoltà di vivere e coniugare la fede con la  propria natura omosessuale, non sfugge a nessuno, ed é stato molto bello ascoltare la storie di vita di oggi. Quello che ne é uscito fuori é soprattutto una forte speranza di non dover frustrare nè la propria fede nè la propria natura, grazie anche a persone che si battono per questo in maniera costruttiva . Un particolare apprezzamento anche per la conduzione di Benedetta Caldarulo, che ho avuto modo di ascoltare altre volte, avvolgente e serena come sempre.

Paola Soria
Roma
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Grazie per la bella trasmissione, sempre pacata ed equilibrata anche quando si affrontano temi "caldi". È stato bello ascoltare anche altre voci; ritengo sia stato di arricchimento, soprattutto quando gli ospiti sanno essere così chiari e coinvolgenti, come oggi. Complimenti sempre alla conduttrice, sensibile ed intelligente.
Cordialmente
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In "storie"ho molto apprezzato il tema affrontato. Siamo ad una svolta epocale e culturale, "la famiglia"si dovrà declinare al plurale. Ci sono resistenze e paure e va fatta della buona informazione come voi avete fatto.
Grazie...e...avanti così!
Maurizio Mistrali
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Gentile Redazione,
un commento sulla trasmissione di sabato 1 febbraio con  Andrea Rubera, Eleonora Natoli e il Rabbino Haim Fabrizio Cipriani; devo ringraziarVi per aver trattato un argomento così difficile e complesso, e così poco rappresentato dai mezzi d'informazione, Radio inclusa; ho nuovamente riscoperto stamattina quanto la realtà della maggior parte di noi, la mia per prima, rimanga distante da certi temi; nonostante le personali difficoltà nel comprendere tutti gli aspetti delle vicende citate, sia per la mia educazione/esperienza "etero" sia perchè non credente, ho trovato profondamente illuminante il punto di vista degli ospiti; mi rendo conto di quanto bisogno di conoscere io abbia in tal senso, oppure di quanto si sia ormai uniformato il messaggio mediatico sulla cosiddetta verità, sui modelli che debbano rappresentare questa nostra società italiana... anche se nell'ovvio rispetto del pensiero di Tutti, la condivisione e il dialogo sono Valori irrinunciabili ma sempre più spesso abbandonati.
GRAZIE
Aessandro
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Gentile redazione,
ho ascoltato la trasmissione con molto interesse: un tempo l'omosessualità veniva vista come una malattia. Oggi "essendo una condizione d'essere" rispecchia uno stato dell'individuo,e il suo rapportarsi all'altro nella scelta di una convivenza. Mi è piaciuto molto quanto ha affermato il Rabbino, e anche la visione di una maggiore libertà e apertura suggerita dallo stile di vita in Canada ( dove si è sposato il Cattolico). Dovremmo impegnarci a rispettare l'uomo nella sua interezza, anche di pensiero: forse diventerebbero insignificanti le scelte, quando lo sforzo comune è il totale rispetto dell'altro. Mi avrebbe fatto piacere ascoltare l'altra sponda, come adesso ha cambiato registro dopo anni di lotta contro... Grazie della sua dolcissima guida radiofonica. Un abbraccio.
Maria Rita Bozzetti
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Buongiorno,
l' ascolto della trasmissione (sempre gradita) mi sollecita a segnalarVi   alcuni passi di un testo di Roberto Calasso proprio sui Veda dal titolo 'L'ardore'.  ".......le vittime vengono scelte in tutte le classi sociali.....un brahmano, un guerriero, un contadino....dopo il brahmano .....recita l'inno del Purusa.....Purusa è il termine che designa l'uomo in quanto vittima sacrificale, legato al palo esattamente come lo fu il Purusa primordiale.....gli officianti "erano passati con i tizzoni accesi accanto alle vittime, ma non erano ancora state immolate".....a questo punto avviene il prodigio " Allora una voce gli disse: Purusa non finire queste vittime umane: se tu le finissi uomo mangerebbe uomo......"
Queste descrizioni sono riportate all'interno di un capitolo che riferisce della figura del Samnyasin ' il rinunciante'.....in quanto la cerimonia sopra descritta sembra concludersi con ' l'avvio del passaggio alla condizione del Vanaprashta, di colui che si ritira nella foresta .....
Queste citazioni dalle pagg.280-281  del testo citato ed. Adelphi.
Un saluto carissimo
Guido Basili

Credits

Un programma di Gabriella Caramore
a cura di Paola Tagliolini
regia di Ornella Bellucci
consulenza musicale di Cristiana Munzi
in conduzione Benedetta Caldarulo,
Irene Santori
(Storie)
Gabriella Caramore (Questioni)
Via Asiago n. 10 - 00195 Roma

Moni Ovadia a Uomini e Profeti

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Lettere a U&P



E’ stato interessante il discorso sulla bellezza di domenica scorsa. Riflettendoci su vorrei sottolineare che esiste anche una seduzione negativa delle cose e che sarebbe opportuno evidenziare la differenza tra la seduzione di cui avete parlato, riferita alla bellezza legata alla verità,  e quella che invece riesce ad attrarre per la sua capacità di mimetizzare il vuoto a lei sottostante...

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