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Carceri: dal nuovo decreto attesi 3000 detenuti in meno

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Martedì 24 dicembre le nuove misure


Le misure che il ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri porterà martedì in Consiglio dei ministri sulle carceri produrranno un calo stimato e potenziale di altri 3mila detenuti. È quanto si apprende da fonti del ministero.

PENE ALTERNATIVE - Se a questa cifra si aggiungono i 4mila usciti in virtù delle precedenti misure svuotacarceri, la cifra sale a 7mila. Cancellieri aveva annunciato nei giorni scorsi l’intenzione di portare in Consiglio «una serie di iniziative che riguardano vari aspetti della detenzione». Faranno parte del pacchetto studi sulle pene alternative, sul braccialetto elettronico obbligatorio per i condannati ai domiciliari, salvo diversa disposizione del magistrato di sorveglianza, e sulla libertà anticipata (attualmente ogni sei mesi è previsto uno sconto sulla pena per buona condotta di 45 giorni, diverrebbe di 75).

RETROATTIVITÀ-La misura avrà valore retroattivo dal gennaio 2010 e varrà due anni dall’entrata in vigore della legge. Produrrà un’uscita anticipata che nel massimo arriva a 6 mesi e interesserà potenzialmente altri 1.500 detenuti.

AFFIDAMENTO IN PROVA - Viene innalzato il «tetto» di pena da scontare per il quale si può beneficiare dell’affidamento in prova ai servizi sociali: ora è 3 anni, passerà a 4, ampliando la platea: la stima è che riguardi 1.000-1.500 persone.

EXTRACOMUNITARI - Altre misure riguardano le procedure di identificazione dei cittadini extracomunitari subito dopo la carcerazione e di incentivare l’adozione di una norma della Bossi-Fini, l’articolo 16, poco applicata: riguarda l’espulsione immediata in alternativa agli ultimi due anni di pena per alcuni reati minori. La platea potenziale è molto alta, teoricamente 4-5mila persone, ma il dato si riduce di molto calato nel concreto.

IL NODO DEL LAVORO - Il ministero della Giustizia ha inoltre in programma la creazione di «un organismo di vigilanza e controllo per gestire il lavoro dei detenuti all’interno e all’esterno delle carceri». Lo ha commentato la stessa Cancellieri lunedì mattina durante un convegno nel carcere di Bollate. Secondo i dati resi noti dal ministro nel 2013 solo il 20% della popolazione carceraria risulta impegnata in attività lavorative. «Dovremo snellire i controlli e rendere più agevole per le aziende l’impiego di detenuti - ha concluso - pensare a borse lavoro e tirocini e offrire al mondo della cooperazione la possibilità di gestire il servizio».

GIUSTIZIA CIVILE - Il Guardasigilli martedì presenterà anche un disegno di legge delega in materia di giustizia civile, mentre slittano, stando a quanto si è appreso, le nuove norme sui processi penali.

LEGA: QUARTO INDULTO IN UN ANNO- Dura la reazione della Lega Nord, affidata al capogruppo in commissione Giustizia di Montecitorio. Nicola Molteni commenta: «È assurdo, o meglio vergognoso. Sembra che il governo si appresti a presentare domani il quarto indulto mascherato in meno di un anno e lo fa proprio quando la cronaca ci offre quotidianamente uno spaccato della realtà inquietante: i furti e le violenze sono in preoccupante e vertiginoso aumento». Dopo aver accusato il governo d’avere come priorità i delinquenti, Molteni prosegue: «Il nuovo svuota carceri deve essere sommato ai continui tagli alle forze dell’ordine. Noi non accetteremo passivamente questo sopruso ai danni dei cittadini onesti siamo pronti alle barricate nelle aule e nelle piazze». Elena Centemero, deputata di Forza Italia, sottolinea invece com una nota come servano «soluzioni tempestive per le carceri italiane, che hanno raggiunto livelli indegni di un Paese civile, e una seria riforma della giustizia. Sul fronte delle carceri, le misure più urgenti riguardano la carcerazione preventiva e la valorizzazione della funzione di rieducazione e di reinserimento associata alla detenzione».

sito del Corriere della Sera

Credits

A cura di Paola De Monte
In redazione:
Maria Chiara Beraneck, Natascia Cerqueti, Marco Pompi, Gianfranco Rossi

Francesca Sforza



Francesca Sforza lavora alla Stampa dal 1999. Ha trascorso quattro anni a Berlino come corrispondente e due anni a Mosca. Nel corso di questo periodo all’estero è stata più volte inviata in Polonia, in Repubblica Ceca, in Slovenia e a più riprese nel Caucaso. Il suo libro “Mosca-Grozny: neanche un bianco su questo treno” (2006, Salerno Editrice) ha vinto il Premio Antonio Russo  e il Premio Maria Grazia Cutuli. Dal 2007 al 2011 ha lavorato a Torino come caporedattore del Servizio Esteri. Attualmente è responsabile dei contenuti digitali della redazione romana per il sito www.lastampa.it

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