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Lettere di novembre

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Cara professoressa Caramore,
nella Sua - come sempre molto interessante -  trasmissione di domenica scorsa di "Uomini e profeti" (origine della religione in Giappone e successivo assorbimento di elementi taoisti e buddisti), un Suo inciso ("Chissà se esiste uno studio approfondito sull'evoluzione del cristianesimo a partire dalle sue origini") mi trova del tutto d'accordo sul Suo sottinteso auspicio. Troppi di noi pensano che la religione cristiana - nella sua teologia - sia nata così come oggi viene ufficialmente proclamata, quasi fosse Minerva uscita dalla testa di Giove già armata di tutto punto e già adulta, dispensatrice di forza e di saggezza.
Certamente Lei conosce il libro di Gerd Theissen "La religione dei primi cristiani" (editrice Claudiana).
Questa mia è per incoraggiarLa a programmare alcune trasmissioni sull'evoluzione della teologia cristiana dalle origini. Tali trasmissioni contribuirebbero notevolmente, a mio parere, ad allargare le idee di chi La ascolta (e a indurre a considerare l'importanza della critica storica, la grande sconosciuta degli atteggiamenti ufficiali), così come fanno in altri campi, e me ne complimento con Lei, le Sue trasmissioni "Questioni".
Buon lavoro e un cordialissimo saluto da
Antonio Fanna

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Gent. Redazione di Uomini & Profeti,
nella trasmissione odierna di Uomini & Profeti (22.11.14), il tema della violenza sulle donne, in relazione a diversi testi sacri e al femminismo, è stato trattato da donne autorevoli. Dispiace che la redazione non abbia sentito la necessità di sentire voci autorevoli di genere maschile. Non proporrei mai “quote azzurre” e meno che mai un altro derby “donna-uomo”. Desidero invece sottolineare la necessità di cogliere un fenomeno nella sua complessità sistemica. Non c’è un punto di vista femminile e uno maschile; esiste un fenomeno, quel tipo di violenza, frutto di due dimensioni, così come la superficie è il prodotto di lunghezza e larghezza. Ignorando una dimensione credendo di compensare l’altra, si danneggia entrambi e non si crea una ‘Superficie’ armoniosa.
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Cordiali saluti,
Jean Santilli
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Pur essendo fisicamente e sessualmente uomo,ho una Mente Tutta al Femminile: sento il Mondo proprio COME una Donna Lo sente. Il Pensare é, per me , un Simultaneo SENTIRE. Per questa ragione, trovo la Bibbia un Testo MOLTO distante dalla mia Sensibilità ,in quanto ispirata de un "pensiero" di stampo maschile.E' pieno di violenza e di disaffezione agli Esseri:in particolare,difetta totalmente di Attenzione agli Animali Non Umani.Dunque,per quanto io sia "Religioso" , ovvero Cristiano (ma distante mille miglia dal Cattolicesimo !!),digerisco assai male il "Libro dei Libri".Scrivendo,pensando e leggendo in Inglese,ho una "King James' Version". Questa,per quanto votata ad una Forma molto Poetica, non mi risparmia i "dolori" che ho detto. Ascoltando la odierna trasmissione di "Uomini e Profeti", ho percepito quanto, invece , il Buddismo sia attento agli ESSERI TUTTI.    E' una forma di comunanza fra noi e gli Altri Esseri che SEMBREREBBE ( così io credo)
assente nel messaggio Biblico, ispirato al Maschile. Provo dolore e disgusto per le "feste" dei sacrifici Ebraiche e Musulmane. Mi domando SE , in quei due Universi , vi siano Posizioni Vegetariane  ed Animaliste  . CI SONO ? Potrei avere una delucidazione in tal   senso ?   Ringraziando anticipatamente , manifesto la mia contentezza per la esistenza di un Femminismo Islamico.  Mi pare GIA' MOLTO.  Vorrei  TANTO  sperare che la  "Lectio"  di cui le Donne sono portatrici si diffondesse in TUTTE le Culture ed in TUTTA la Cultura : é un Messaggio di interpretazione del Mondo ! Per contro , mi tocca ammettere che MOLTE  Donne siano , DI FATTO , Antifemministe: Esempio : una Donna,che aveva certamente  DIMOSTRATO  di gradirmi , non mi ha , POI , voluto accettare come Partner perché ,a causa del mio Pensare in Modo Femminile , NON LA COMPLETAVO CON UNPENSARE MASCHILE. Le sembrava di parlare con un'Altra Donna ! Speriamo che la Mente Femminile VINCA su tutto  questo .  
Giuliano  Galeazzi

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Gentile redazione,

vi seguo da parecchi anni  con grande interesse e rinnovata attesa di trovare elementi a cui posso attingere per la mia maturazione personale, spirituale e intellettuale. Non sono mai stata delusa, e Vi ringrazio di cuore per il  vostro impegno e la tenerezza che sempre accompagna  la voce di Gabriella Caramore. Sono una signora ormai anziana ...............................vi scrivo perché so che affronterete il prossimo sabato il tema della violenza sulle donne: sono ansiosa di ascoltarvi perché quello è il  problema che io ho cercato di approfondire nel corso di tutta la mia vita e sul quale mi sono impegnata in un costante tentativo di far riflettere familiari e amici sulla gravità della cosa (di cui pochi sono stati e sono purtroppo consapevoli). Non ho potuto fare grandi cose perché non avevo né la cultura né la competenza necessarie a farne una professione, ma quello è veramente stato la stella polare della mia vita. So soltanto che esso non è scoppiato soltanto adesso che la donna è riuscita faticosamente a studiare e a raggiungere autonomia e posti di responsabilità:  è sempre esistito (nel silenzio costante e ottuso delle famiglie di un tempo), ma si è aggravato in questi anni perché la donna ha finalmente cominciato a rivendicare la propria libertà e decisionalità in un “faccia a faccia” che sembra depauperare l’uomo del suo potere da sempre testardamente perseguito al fine di provare la propria validità (molto spesso inconsistente). E questo con la complicità di tutti (donne comprese) e purtroppo anche della Chiesa stessa - a tradimento degli insegnamenti del suo Maestro - in quanto espressione anch’essa del potere maschile, sedimentato nei millenni a fronte del “servizio” femminile gratuitamente prestato. Sarete voi a ripercorrere probabilmente tutta la faccenda, a me interessa prevalentemente la ricerca di una, o più, soluzioni per salvare se possibile tante donne dalla violenza dei loro compagni. A questo proposito avrei una piccola proposta da sottoporre alla vostra attenzione. Visto che le denunce raramente ottengono risultati positivi, mi sembrerebbe utile che dopo la denuncia “la coppia” venisse forzosamente accompagnata in un cammino di consapevolezza da piccole équipe, necessariamente volanti, composte da psicologi e psichiatri in apprendistato aiutati da un pubblico ufficiale, poliziotto o carabiniere che sia. Proprio recentemente ho sentito per radio che questi specialisti del comportamento psichico umano non hanno modo né strutture per imparare sul campo ad esercitare la propria professione: la partecipazione ad una simile iniziativa - naturalmente organizzata su basi che non posso certamente essere io a definire nei dettagli, e poi doverosamente riconosciuta dallo Stato - sarebbe utile ai giovani medici in formazione e contemporaneamente utilissima a delimitare gli atteggiamenti violenti degli uomini coinvolti................................un carissimo e grato saluto a Gabriella Caramore e alla sua équipe.
Lettera firmata

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Insegno matematica nella  scuola  media. Curo con le 3 classi,1a,2a,3a,la giornata della memoria,perchè dopo i primi anni,, purtroppo,l'interesse sta diminuendo. Parlo degli ebrei ma anche di rom,sinti, omosessuali,testimoni di Geova,slavi, avversari politici,disabili ecc. Un anno con la  3a ho parlato della Rosa Bianca, sottolineando che,nonostante questi ragazzi fossero stati educati,almeno  a scuola, nell'ideologia nazionalsocialista,seppero ragionare con la propria testa e opporsi fino al sacrificio della vita.La classe poi,naturalmente passò alle superiori l'anno seguente.    Un giorno,l'anno seguente,  mi recai a  scuola e qualcuno mi aveva mandato un regalo.A causa dell'emozione non capii e in un primo momento    pensai  a una coincidenza. Era una rosa.Bianca.Era il 27 gennaio ed era passato1 anno. Come amo fare l'insegnante......Buon lavoro a voi, siete indispensabili.
Flavia Marconi

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Gentile signora Caramore,

ho ascoltato la puntata odierna di Uomini e profeti e sono rimasto sconcertato dal paragone, che ho trovato sommario, tra la resistenza tedesca al nazismo e quella italiana al fascismo. In due parole mi è sembrato di capire che che gli intervenuti alla trasmissione sostenessero che la resistenza italiana si riduce al biennio 43-45 e quella tedesca si estende a un arco temporale assai più esteso.
Mi permetto di ricordarle che nel cosiddetto biennio rosso, '19-'21, i fascisti distrussero nella pianura padana 220 case del popolo e sedi socialiste e compirono un genocidio, passato in silenzio, che Franco Catalano, ne L'Italia dalla dittatura alla democrazia, faceva ascendere a ventimila persone. La distruzione dell'Avanti di via Settala, l'assassinio di Giacomo Matteotti, leader dell'opposizione, l'incarceramento di Antonio Gramsci, l'invio al confino di Turati, le violenze contro i fratelli Rosselli e contro Gobetti, la celebrazione dei processi speciali non erano presenti ai suoi interlocutori?
Anche la tesi della diversità di opposizione, contro il nemico esterno e contro la propria patria, risulta riduttiva se la questione viene esaminata alla luce dei suoi termini storici complessivi.
Tutto ciò senza voler diminuire il significato della violentissima repressione esercitata dal nazismo contro i propri oppositori interni (i lager furono aperti innanzitutto per rinchiudere gli oppositori politici, in particolare gli iscritti al partito comunista tedesco) e l'eliminazione fisica -ancor prima del T4 e delle stragi di massa- contò probabilmente le centinaia di  migliaia. Ma la vulgata che gli italiani rimasero inermi di fronte al fascismo non ha fondamento storico.
Cordiali saluti,
Virgilio Baccalini
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Rispetto quanto avete detto 10 minuti fa ricordo che mio padre italiano che durante la guerra vissuto in Germania venne in Italia nel 42 con mia madre tedesca. Raccontava che era rimasto estremamente colpito come già nell'estate del 42 moltissime persone guidiamo cimentavano apertamente contro regime fascista. Questa cova era assolutamente impossibile in Germania. Se chiedevo ai miei genitori o a mia nonna se fosse vietato parlare di determinate tematiche quali l'andamento della guerra o la situazione degli ebrei, la risposta era no. Si sapeva. punto e basta. Si Sapeva che bisognava avere paura.
Concordo anche con quello che è stato detto in relazione alla resistenza. La resistenza è stata fatta in Italia e poi e' servita a dare una verginità a tutti quanti. Servita a rimuovere il problema e oggi ne vediamo i risultati. A mio giudizio degli anni 60 e 70 Germania occidentale ha fatto un grande percorso. Il 9 novembre ci permette di capire anche la differenza tra Germania occidentale e Germania orientale dove la popolazione è stata tenuta sotto controllo e non ha Mai elaborato veramente l'uscita dal totalitarismo.
Carlo
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Gentile Gabriella Caramore,
nel corso della puntata di domenica scorsa, ricordando alcuni messaggi degli ascoltatori, Lei ha evidenziato come proprio il pontefice che fa della misericordia il tema centrale della sua azione pastorale, progettando così finalmente una Chiesa a misura di Vangelo, viene costantemente attaccato da parte della gerarchie ecclesiastiche e  parte di coloro che si riconoscono nel popolo della Chiesa (compresi alcuni ascoltatori del programma Uomini e Profeti).
Ritengo che ciò sia, più che fisiologico, un sintomo di una vecchia patologia, antica come la storia dei cristiani. Come, infatti, alcune delle comunità, che Paolo rimproverava a causa della priorità che taluni capi giudeo-cristiani intendevano dare alla Legge, ritenevano che, di fatto non si fosse giustificati per fede (cfr. la Lettera ai Galati), i responsabili ecclesiali a cui oggi sono affidate le comunità dei fedeli, non di rado, presentano l'identica tendenza all'errore su ciò che si debba intendere come "giustificati" nei confronti di Dio. Non per l'osservanza di norme di comportamento, ma per fede si diventa uomini e donne aperti alla misericordia. Così afferma Paolo. I Pastori che oggi conducono le comunità sul cammino di fede parlano, invece, molto spesso in senso opposto, con linguaggi incomprensibili per i fedeli, perché probabilmente non conoscono davvero che cosa sia e con quale linguaggio si possa parlare di misericordia.
Proprio  nel giorno della Festa di Tutti i Santi, in cui di misericordia e potenza generatrice di senso insita nel perdono e oltre la Legge (o moralità sancita dalla gerarchia ecclesiastica) si sarebbe potuto parlare, ho "assistito"(senza realmente potere "partecipare") a una messa serale, in una importante Basilica papale di Roma; ebbene, l'omelia sarebbe risultata incomprensibile non solo per i semplici, ma anche per i più avveduti dei fedeli (durata ben 45 minuti, contro le indicazioni di brevità ed essenzialità dell'Evangeli gaudium, quasi a volere intenzionalmente marcarne la lunghezza). Esagerate sono state, in particolare, le sottolineature dell'inettirudine di chi scambia la santità per qualcosa che non costi vergogna per ciò che si è, ma questo - ripeto - non credo sia stato inteso da tutti (forse fortunatamente). Sarebbe come dire che Matteo, uomo di cattiva reputazione secondo la Legge, chiamato da Gesù per seguirlo, non avrebbe mai potuto raggiungere la santità a causa della Legge, restandogli soltanto, a causa delle sue cattive opere compiute fino al momento della chiamata, una indegnità insanabile, persino da parte di Dio.
Francesco, in fondo, altro non sta facendo che portare la Chiesa nel cuore degli ultimi di questa contemporaneità; o, se si vuole, il corpo di Cristo nuovamente nella stalla in cui nacque. Ciò che, in fondo, non potrebbe mai fare piacere a una gerarchia e a una fetta di fedeli strutturata in senso borghese. Non nella culla di stupide etichette, tuttavia, nacque il Bambino a Betlemme, ma in una regale mangiatoia. Con stima,

Nicola Picardi
Monterotondo - Roma
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Gentile Gabriella Caramore,
a lei e alle sue collaboratrici un grazie di cuore per le bellissime
trasmissioni: non ne perdo una!
Grazie anche a Enzo Bianchi sul tema della guerra che finalmente ha fatto il nome della nazione, Usa,  che stanno dietro a tutte le ultime criminali interferenze nei paesi arabi e in Ucraina. Un impero in agonia che cerca di salvarsi costi quello che costi. In Germania c'è molto più senso critico e c'è una bella fetta dell'opinione pubblica che non accetta più le menzogne del mainstream occidentale. Mi piacerebbe se aveste il coraggio di invitare una volta Giulietto Chiesa! Una delle poche voci alternative in Italia.
Molto importante il lavoro che fate perchè gli uomini si capiscano di più. Grazie!
Cordiali saluti, Walter Kostner


 

Credits

Un programma di Gabriella Caramore
a cura di Paola Tagliolini
regia di Ornella Bellucci
consulenza musicale di Cristiana Munzi
in conduzione Benedetta Caldarulo,
Irene Santori
(Storie)
Gabriella Caramore (Questioni)
Via Asiago n. 10 - 00195 Roma

Moni Ovadia a Uomini e Profeti

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Lettere a U&P



E’ stato interessante il discorso sulla bellezza di domenica scorsa. Riflettendoci su vorrei sottolineare che esiste anche una seduzione negativa delle cose e che sarebbe opportuno evidenziare la differenza tra la seduzione di cui avete parlato, riferita alla bellezza legata alla verità,  e quella che invece riesce ad attrarre per la sua capacità di mimetizzare il vuoto a lei sottostante...

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