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Lettere novembre - dicembre

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Mi riferisco alla puntata di uomini e profeti di domenica scorsa, sull'Avvento, con ospite il Priore Bianchi per proporvi 3 pensieri:
- ho la sensazione che un pò tutti noi appartenenti all'umanità siamo dei visionari; se siamo attenti, se procediamo direi quasi ad una ermeneutica nei ns confronti ed in tutti coloro che incontriamo cogliamo questo comune anelito.
- vorrei dire che in tutti noi c'è dell'eccezionalità; forse ho conosciuto solo persone eccezionali; è una forzatura, lo riconosco, però..;
-lo stesso ...popolo di uomini e profeti penso proceda con questa sete visionaria!  
Cordiali saluti  
Eugenio Enrico
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Gentile Signora  
lei sta dicendo "aperture di senso": che espressione meravigliosa, che parole meravigliose ! Sono sue, o le vengono da qualcuno ? Meravigliose. E che cose meravigliose dice Enzo Bianchi sul silenzio; e sulla parola.  
Appena sarà finita la trasmissione me le risentirò dal nastro sui cui le registro.  
Poi forse ritornerò sul tema della parola, che ultimamente mi affascina. Quasi sarei portato a dissentire con Faust, quando considera l'incipit del Vangelo di Giovanni, e dice:
Hier stocke ich schon; wer hilft mir weiter fort ?
Ich kann das Wort so hoch unmoeglich schaetzen,
Ich muss es anders uebersetzen
Sa cosa mi affascina della parola ? La sua qualità di collegamento fra le persone; perchè, certo, esistono altre numerose forme di collegamento fra le persone, ma forse nessuna così ricca come la parola. E il collegamento fra le persone mi affascina, perchè mi pare costituire quel miracolo progressivo che, dalla comparsa sulla Terra dei primi individui unicellulari evolve verso un superindividuo costituito dalla intera umanità, sempre più collegata fra se. Mi pare che anche Teilhard de Chardin vedesse in corso (e preconizzasse) qualcosa di simile.  
Un devoto saluto
Luca Erizzo
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Con la Caramore e Enzo Bianchi   s la domenica finalmente  ci si solleva....grazie  Rita
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Buongiorno,
sono un vostro ascoltatore e colgo l'occasione per complimentarmi per l'elevato livello degli argomenti che trattate, è veramente uno squarcio nel panorama culturale attuale.
Vi scrivo perchè nella puntata del 1 dicembre 2013 con Enzo Bianchi avete mandato in onda un brano musicale di cui ho colto solo il finale, non ho capito l'autore e non ce l'ho fatta a fermarmi per scrivermi il titolo, mi ricordo solo che veniva fatto un parallelo tra questo autore ed Arvo Part da parte di Enzo Bianchi, mi sembra fosse intorno alle 10.00, pochi minuti prima o dopo. Sono andato sul sito ma non sono riuscito a trovare le musiche trasmesse nella puntata (forse ho cercato male, o forse non ci sono, in quest'ultimo caso, sarebbe molto interessante, se possibile, avere sul sito le musiche trasmesse nelle puntate, anche perchè spesso sono al livello dei contenuti). Potrei sapere il titolo del brano e l'autore?
Grazie per l'attenzione
Sergio Bocci
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Complimenti per la bella ed interessante trasmissione di oggi, il cui ascolto, ed in particolare la citazione di Robespierre, mi ha suscitato una riflessione "trasversale", legata alla recente visione dell'interessantissimo film tedesco L'Onda, trasmesso da Rai Movie, che tratta a modo suo il tema della democrazia, della inclusione: anche nel film che parla di sperimentazione in una scuola e di un seminario sull'autocrazia, il professore, nominato leader indiscusso del gruppo, che diventa giorno dopo giorno più coeso e totalizzante, avverte la necessità di ricorrere a qualche valore o principio superiore che favorisca la coesione del gruppo ed eviti il suo "sfrangiamento".
Ancora complimenti per la trasmissione.
Aldo Cavallo
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Che meraviglia l’odierna puntata con Gustavo Zagrebelsky! Grazie!
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Gentilissima redazione,
ho ascoltato con estremo interesse la trasmissione di stamattina anche perchè mi tocca profondamente da vicino. ...................................................Nel ringraziare  porgo i miei più sentiti ringraziamenti per le occasioni di riflessione e di crescita personale che ci offrite.

Con cordialità
Francesca Viglianti

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Anche oggi, domenica, la "questione" su cui hanno conversato Gabriella Caramore e Gustavo Zagrebelsky è di grande interesse. Può essere la "fraternità" che ci aiuta a convivere in "pace", diversi come siamo, sulla terra? Ma questo "amore" non è una "verità" che ci sta alle spalle, nella tradizioni passate, è una ricerca che ci sta davanti, tutta da perseguire, ha obbiettato Zagrebelsky  a Gabriella Caramore che vedeva nella Bibbia, e in altre tradizioni religiose, un possibile fondamento.  Ed è una "fraternità" che va riempita di "eguaglianza" e di "libertà", altrimenti rimane una scatola vuota.

E infatti, dei tre grandi principi dell'89, quello della fraternità è stato il più trascurato, a favore della libertà, protagonista nell'Ottocento, e dell'eguaglianza, protagonista nel Novecento. Sono però i secoli in cui abbiamo sperimentato che libertà ed eguaglianza (giustizia sociale) non si sommano in un idillio, ma si contraddicono, come valori in conflitto, anche tragicamente, nella guerra.
Il Salmo 85, 11 canta: "Amore e verità si abbracceranno, giustizia e pace si baceranno", ma al futuro, nel tempo messianico.
Oggi non siamo, con tutta evidenza, nel tempo messianico. A questa ricerca le religioni, quella della tradizione giudaico-cristiana innanzi tutto, possono forse dare un contributo nella consapevolezza che questi principi nel tempo storico sono in tensione fra loro. E' il limite della condizione umana: all'orizzonte del giardino dell'Eden non arriveremo, ma ci muove una speranza che non riusciamo a soffocare.  
Silvano Bert -Trento
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Ricordo che  deSade  in La philosophie dans le boudoir  critica Robespierre per l' idea dell' essere supremo, dicendo: abbiamo fatto tanto per affrancare le persone e adesso Robespierre rispolvera una autorita' superiore.

Roberto

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Ho sentito la trasmissione con Zagrebelsky e la sua idea che l' umanita' ha bisogno di un' ideale in qualche modo superiore. Vorrei proporre all' attenzione la possibilita' che l' ideale possa essere concreto invece che astratto, concreto ma anche "pazzesco": il progetto di colonizzare Marte (c' e' chi ci pensa vedi il sito mars one).
Sembra un' idea non solo pazzesca ma anche infantilmente ingenua, ma proviamo a rifletterci. Un progetto cosi' impegnativo puo' realizzarsi solo con un coinvolgimento mondiale, una coesione tale da mettere da parte rivalita' e i conflitti, con sfide tecnologiche che sarebbero un potente propulsore della societa' e dell' economia in senso lato, un po' come per gli USA nella II guerra mondiale, ma qui senza alcuna guerra, un progetto capace di fare sognare le persone e consono all' istinto profondamente umano di cercare nuove terre, che ha portato in epoche remotissime alla colonizzazione del pianeta Terra (un' impresa per allora pazzesca), pianeta adesso sempre piu' angusto. Una trascendenza laica, che trascenda le barriere tra culture religioni e ideologie, forse qualcosa del genere e' l' unica salvezza.
Ringraziando per l' attenzione
Roberto Iengo

Credits

Un programma di Gabriella Caramore
a cura di Paola Tagliolini
regia di Ornella Bellucci
consulenza musicale di Cristiana Munzi
in conduzione Benedetta Caldarulo,
Irene Santori
(Storie)
Gabriella Caramore (Questioni)
Via Asiago n. 10 - 00195 Roma

Moni Ovadia a Uomini e Profeti

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E’ stato interessante il discorso sulla bellezza di domenica scorsa. Riflettendoci su vorrei sottolineare che esiste anche una seduzione negativa delle cose e che sarebbe opportuno evidenziare la differenza tra la seduzione di cui avete parlato, riferita alla bellezza legata alla verità,  e quella che invece riesce ad attrarre per la sua capacità di mimetizzare il vuoto a lei sottostante...

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