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Speciale Lione: Le Comte Ory

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Il 20 agosto 1828, all’Opéra di Parigi, va in scena il nuovo lavoro di Giochino Rossini: 

Le comte Ory, terza realizzazione pienamente francese del compositore, nonché la penultima.
 

Ed è caduta proprio su quest’opera la scelta del direttore dell’Opéra di Lione, Serge Dorny, andata in scena il 21 febbraio scorso, in prima del Guglielmo Tell e del lungo periodo dedicato alla mondanità e al godimento del proprio successo. Trasferitosi a Parigi nel 1824, Rossini compose, infatti, nella capitale francese solo quattro opere: Voyage à Reims, Siège de Corinthe, Le comte Ory e il Guglielmo Tell. Vi è un legame molto forte tra la prima e la terza di queste opere.  Le comte Ory, infatti, riprende molti passaggi del Voyage à Reims, lavoro composto nel 1825 per l’incoronazione di Carlo X, ma immediatamente ritirato dalla circolazione nonostante la buona ricezione da parte del pubblico.
Il riutilizzo della partizione precedente non impedisce, però, la creazione di una grande opera, capace di riproporre pienamente i crismi della poetica rossiniana.e. 

Ed è caduta proprio su quest’opera la scelta del direttore dell’Opéra di Lione, Serge Dorny, andata in scena il 21 febbraio scorso, in coproduzione con il Teatro alla Scala di Milano, con la direzione di Stefano Montanari e la regia di Laurent Pelly.
 

E Laurent Pelly, Sergio Montanari e Serge Dorny sono i protagonisti di questo incontro realizzato da Oreste Bossini.

Credits

Curatori
Monica D'Onofrio, Paola Damiani e Stefano Roffi
Redazione
Leda Bianchi, Giorgia Niso
Regia
Chiara D'Ambros
Conduttori
Francesco Antonioni, Oreste Bossini, Nicola Campogrande, Riccardo Giagni, Andrea Ottonello, Andrea Penna, Stefano Valanzuolo, Guido Zaccagnini

Sede Rai di Milano:
Nicola Pedone





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