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Ilya & Emilia Kabakov

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Al piano terra, Someone is Crawling under the Carpet (Qualcuno striscia sotto il tappeto) è l’installazione monumentale esposta per la prima volta in Italia e realizzata nel 1998 per la retrospettiva al Museum van Hendendaagse Kunst Antwerpen. L’artista, utilizzando l’espediente poetico del nascondere, simulando con un meccanismo le fattezze ed il movimento circolare di un uomo sotto il grande tappeto, sollecita l’immaginazione dello spettatore creando aspettativa e curiosità.
Il primo piano è dedicato ai dipinti tratti dalla serie In The Studio Of Totti Kvirini. L’opera pittorica di Kabakov, intrisa della riflessione sulla fine dell’universo teorico del Modernismo, con le ideologie e i valori di cui era portatore, è legata all’individuazione di un alter ego come nel caso del progetto Life and Creatvity of Charles Rosenthal del 2000. La pittura, esemplificata con la pratica dell’artista che si ritira dal clamore della vita nello studio a dipingere, con i rimandi alla biografia dell’artista, al suo ruolo nella società, e la memoria del tempo a cui l’alter ego è appartenuto, sono tutti elementi che tessono una fitta rete di relazioni attivata da riferimenti sottaciuti. La tela dipinta si mostra agli occhi dello spettatore munita di un’aura, rimanda a qualcosa d’intangibile che la sola rappresentazione dipinta non esprime.
Le sculture e i disegni esposti nelle teche al centro della sala sono esplicativi di una pratica dell’arte che non si accontenta di utilizzare un medium specifico, ma che sfrutta tutti gli strumenti possibili per la creazione artistica. Un raffinato esempio è la ceramica dal titolo The Pianist and Musa (2000) che ritrae il pianista esausto nel pathos della creazione ad ogni costo.
La fascinazione favolistica e la narrazione fiabesca sono i soggetti della grande installazione esposta al secondo piano. Evening è una delle tre parti della grande installazione Morning, Evening, Night… realizzata in occasione della doppia personale (H.C. Andersen. A Lifeword , 2005) con Joseph Kosuth al Nikolaj, Contemporary Art Center di Copenhagen. La struttura stessa dell’installazione ripercorre i modi narrativi della fiaba costruita come una successione di scatole cinesi. All’interno della sala espositiva è stata costruita una stanza e, all’interno di questa, una finestra simula la fonte di luce naturale che illumina la montagna incantata che conserva nelle sue viscere un carillon. Alle pareti sono esposti grandi dipinti che rappresentano il modello della montagna in mostra all’interno. Lo spettatore non può attraversare la stanza, ma si può affacciare al suo interno da due finestre poste sul fronte e sul retro. I dipinti ritraggono la montagna dal punto di osservazione dello spettatore, ma a guardar bene, oltre a riconoscere nel soggetto l’universo fantastico di Andersen a cui il lavoro è ispirato, è evidente la differenza tra l’immagine osservata dal vero e la sua rappresentazione pittorica. Come le altre installazioni in mostra, Evening cala lo spettatore in un’atmosfera di sogno fantastico tipica delle fiabe nordeuropee.

Credits

Un programma a cura di Cettina Flaccavento
Conduce Elena del Drago

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