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Leggere la Bibbia

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Secondo Isaia. Come pecora muta
con 
Stefano Levi Della Torre e Marinella Perroni
domenica 25 dicembre 2011

 

 

La figura del “servo sofferente” – centrale nel Deuteroisaia – costituisce una sorta di tensione tra l’interpretazione ebraica e quella cristiana delle Scritture. Chi è qual “servo” (parola che anticamente veniva attribuita al re di Israele) che si lascia condurre al macello “come pecora muta”, che “si addossa i nostri dolori”, ma che alla fine “vedrà la luce” e “giustificherà molti”? Per gli ebrei è il popolo di Israele, che si fa mediatore tra le genti. Per i cristiani il messia Gesù. È possibile non fare di queste due letture due interpretazioni contrapposte? Ma tante altre sono le immagini che rendono anche questo secondo Isaia un profeta che con la sua fede ci trascina nella speranza: quella di “cose nuove”, che fanno dimenticare quelle passate; quella di Gerusalemme come centro che unirà tutti i popoli, quella di una Parola di Dio efficace nella storia. Ne parliamo con Stefano Levi Della Torre e Marinella Perroni.

 

Ascolto musicale
Ma Navu,  Canto tradizionale ebraico, etichetta Sameach Music


Suggerimenti di lettura
Simian Yofre Horacio, Sofferenza dell'uomo e silenzio di Dio. Nell'Antico Testamento e nella letteratura del Vicino Oriente antico, Città Nuova 2006 

Parole
Che cosa dicono i profeti di Gesù Cristo? Che egli sarà Dio con evidenza? No
ma che egli è un Dio effettivamente nascosto; che sarà disconosciuto; che non si penserà affatto che sia lui; che sarà una pietra d'inciampo nella quale molti urteranno. Egli è venuto in santificationem et in scandalum come dice il profeta Isaia
                                                                                              B. Pascal


Esistenza alterata e scandalosa, esistenza significata e asservita, poiché né l'alterazione né la schiavitù distinguono e schiacciano Israele senza esaltarlo, senza trasfigurarlo come segno, il segno, per eccellenza della storia divina del mondo. Capitoli come il 53° di Isaia dicono che Israele è l'asse del mondo, ne è il nervo, il centro, il cuore.
                                                                                              A
. Néher
 


 

Credits

Un programma di Gabriella Caramore
a cura di Paola Tagliolini
regia di Ornella Bellucci
consulenza musicale di Cristiana Munzi
in conduzione Benedetta Caldarulo,
Irene Santori
(Storie)
Gabriella Caramore (Questioni)
Via Asiago n. 10 - 00195 Roma

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