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Sud, un deserto di industrie e giovani

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di Rosaria Talarico

Tra disoccupazione, cervelli in fuga e aumento della pressione fiscale, il Sud Italia ha poche speranze di uscire da un guado in cui è impantanato da decenni. Una situazione talmente drammatica che il ministro della Coesione territoriale, Carlo Trigilia, riesuma un simbolo di sprechi e inefficienza, la Cassa per il Mezzogiorno, per quello che riuscì a garantire in termini di infrastrutture e opere pubbliche. Il Sud descritto nell’annuale Rapporto Svimez presentato ieri è quello della desertificazione industriale, della disoccupazione alle stelle,  della fuga dei cervelli verso il Centro-Nord (di cui il 64% sono diplomati o laureati). Tanto che il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, parla di situazione “inaccettabile e foriera di pesanti conseguenze. La via da perseguire deve essere quella dell’avvio di un nuovo processo di sviluppo nazionale che parta dal Mezzogiorno. I dati però non mostrano alcun segnale di ripresa”.

Negli anni della crisi 2007-2012 .la produzione manifatturiera è stata tagliata di un quarto (- 25%), gli investimenti del 45%, i posti di lavoro sono scesi del 24%. Nel 2013 l’occupazione è scesa sotto i 6 milioni di posti, si è tornati ai livelli del 1977. Nel 2012 il tasso di occupazione in età 15-64 è stato del 43,8% mentre il tasso di disoccupazione è del 17%, ma siccome molti non cercano lavoro, il tasso salirebbe al 28,4%. I consumi delle famiglie sono in netta flessione. Negli anni della crisi sono sprofondati del 9,3%, oltre due volte più del Centro-Nord (- 3,5%). Nel 2012 sono scesi del -4,8%. Crollati anche gli investimenti (- 25,8%), con un peso determinante dell’industria (- 47% dal 2007 al 2012).

Logico che, con un quadro del genere ci sia una diaspora consistente di lavoratori. Negli ultimi 20 anni sono emigrati dal Sud circa 2,7 milioni di persone. Riguardo alla provenienza, in testa per partenze la Campania, con una partenza su tre (36.400); 23.900 provengono dalla Sicilia, 19,.900 dalla Puglia, 14.200 dalla Calabria. La regione più attrattiva per il Mezzogiorno resta la Lombardia, che ha accolto nel 2011 in media quasi un migrante su quattro seguita dal Lazio. Ma si va anche all’estero. Nel 2011 i cittadini italiani trasferiti all’estero sono stati circa 50.000, 10,000 in più rispetto al 2010. Gli italiani si sono diretti soprattutto in Germania, in Svizzera e Gran Bretagna. In dieci anni, dal 2002 al 2011, i meridionali laureati emigrati all’estero sono stati oltre 20.,000.

A peggiorare il quadro pesano anche le tasse. E’ infatti in aumento la pressione fiscale, a fronte di una diminuita spesa pubblica sia corrente (per i servizi), sia in conto capitale (per gli investimenti). Negli ultimi quattro anni, dal 2007 al 2011, al Sud è aumentata la pressione fiscale più che al Nord, soprattutto per effetto dei paini di rientro sanitario. A pesare IRAP e addizionale IRPEF: la pressione fiscale derivante dai tributo regionali è aumentata dal 3,9% del 2011 al 4,6% del 2012. In netta flessione sia consumi che investimenti; le esportazioni, pur in crescita, non riescono ad incidere sull’andamento negativo del PIL meridionale.

I consumi finali interni nel 2012 sono crollati al Sud del – 4,3%, oltre mezzo punto percentuale in più rispetto al Centro-Nord (- 3,8%). Particolarmente in contrazione al Sud la spesa delle famiglie per i consumi alimentari (- 11,3%) e per vestiario e calzature (- 19%). Giù anche il reddito disponibile, - 2% al Sud, -1,3% al Centro-Nord, una contrazione preoccupante poiché si verifica da due anni consecutivi.

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Credits

A cura di Paola De Monte
In redazione:
Maria Chiara Beraneck, Natascia Cerqueti, Marco Pompi, Gianfranco Rossi

Francesca Sforza



Francesca Sforza lavora alla Stampa dal 1999. Ha trascorso quattro anni a Berlino come corrispondente e due anni a Mosca. Nel corso di questo periodo all’estero è stata più volte inviata in Polonia, in Repubblica Ceca, in Slovenia e a più riprese nel Caucaso. Il suo libro “Mosca-Grozny: neanche un bianco su questo treno” (2006, Salerno Editrice) ha vinto il Premio Antonio Russo  e il Premio Maria Grazia Cutuli. Dal 2007 al 2011 ha lavorato a Torino come caporedattore del Servizio Esteri. Attualmente è responsabile dei contenuti digitali della redazione romana per il sito www.lastampa.it

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Attenuare il rischio climatico rinaturalizzando le città. Adottare stili di vita flessibili per
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