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Afro. Dal progetto all’opera. 1951-1975

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La mostra intende analizzare il “metodo” di lavoro dell’artista mostrando come anche la pittura astratta fondi le sue basi su processi elaborativi complessi e meditati, sfatando il falso mito del “questo saprei farlo anch’io”: paesaggi, nature morte e figure sono per Afro, in un articolato tracciato creativo, forme mentali e pure dell’astrazione.
I dipinti e i disegni in mostra sono di diverse dimensioni, dai piccoli progetti fino ad opere di oltre due metri, tutti datati tra il 1951 e il 1975, anni tra i più significativi dell’attività di Afro. 
Il percorso si apre con le prime esperienze di rivisitazione delle avanguardie storiche, per offrire al visitatore il contesto artistico in cui inquadrare il lavoro di Afro – che si colloca prima nell’ambito artistico degli anni immediatamente successivi alla seconda guerra mondiale e dopo negli anni dello sviluppo della pittura astratta a Roma - e prosegue poi con le sperimentazioni picassiane e surrealiste, arrivando al definitivo approdo a forme astratte.

Afro Basaldella nasce a Udine il 4 marzo del 1912.
Dopo un esordio figurativo si avvicina al gusto della Scuola Romana, per arrivare alla fine degli anni ’40 ad una rivisitazione del cubismo.
Nel 1952 Afro aderisce al gruppo degli Otto ed espone alla XXVI Biennale di Venezia; con Birolli, Vedova e Turcato è tra i primi sostenitori della ricerca non-figurativa.
Nel 1953 diventa amico di Alberto Burri e Toti Scialoja, con i quali condivide l’esperienza astrattista.
Nel 1955 è presente alla prima edizione di Documenta a Kassel e nel 1956 viene premiato come miglior pittore italiano alla Biennale di Venezia.
Nel 1958 prende parte insieme ad Appel, Arp, Calder, Matta, Mirò, Picasso e Tamayo alla decorazione della nuova sede del Palazzo dell’UNESCO a Parigi, dipingendo una grande tela dal titolo Il giardino della speranza.
All’inizio del nuovo decennio J.J.Sweeney, curatore del Guggenheim Museum di New York, dedica la prima monografia completa alla pittura di Afro. Grazie al suo rapporto con il mondo artistico americano Afro diventa uno degli artisti più significativi nelle relazioni culturali tra Italia e Stati Uniti: de Kooning, Cy Twombly, Guston e molti altri artisti americani furono tra i suoi più cari amici.
Afro muore a Zurigo nel 1976.

Credits

Un programma a cura di Cettina Flaccavento
Conduce Elena del Drago

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